In aumento reati in famiglia e da “codice rosso”. Dallo stalker all’adescatore seriale, tanti i fascicoli aperti

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Forse complice il lockdown, nell’ultimo anno (i dati vanno dall’1 luglio 2019 al 30 giugno 2020) è diminuito il numero di alcuni reati come ad esempio i furti in abitazione mentre si registra un aumento di altre tipologie come i maltrattamenti in famiglia e lo stalking.

Sono infatti in aumento del 51 percento i reati in materia di famiglia nel distretto giudiziario nisseno. E’ quanto emerge dalla relazione sullo stato della Giustizia presentata sabato scorso nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario dalla presidente della corte d’Appello Maria Grazia Vagliasindi. In crescita anche il numero di reati da “codice rosso”, soprattutto lo stalking.

Nel primo caso si tratta di delitti contro l’assistenza familiare e maltrattamenti contro familiari e conviventi. Per queste fattispecie si registrano 361 iscrizioni a carico di noti e 29 a carico di ignoti con un forte aumento complessivo del 51 percento.

In aumento, ma lieve, anche le iscrizioni per i delitti di violenza sessuale con 47 fascicoli iscritti nel periodo di riferimento e una variazione percentuale in aumento del 12 percento (l’anno precedente erano 42). Per il reato di violenza sessuale in danno di minorenni, la relazione dà riscontro di 6 procedimenti aperti.

Aumento del 13 percento anche per il delitto di stalking, più severamente punito dalla nuova normativa denominata “codice rosso”. Sono 99 i procedimenti per stalking a carico di persone note e 10 a carico di ignoti. Le iscrizioni in tema di delitti contro la libertà individuale a carico di noti sono considerevolmente aumentate: risultano 55 iscrizioni (tra indagati noti e non) con un complessivo aumento del 41 percento.

Con riferimento ai reati in materia pedo-pornografica si registra una diminuzione del 24% con 11 iscrizioni a carico di noti e 5 a carico di ignoti.

In tema di reati da “codice rosso” la relazione richiama alcuni casi esemplari. C’è il procedimento nei confronti di un giovane nisseno che a dicembre 2019 aveva seminato il panico a Caltanissetta incendiando svariate autovetture provocando danni ai proprietari e agli abitanti degli immobili privati. Il suo obiettivo – come accertato dai carabinieri che lo hanno poi arrestato – erano autovetture e immobili di proprietà dei familiari, degli amici e, addirittura dei semplici conoscenti dell’ex compagna. Il processo di primo grado si è concluso con la condanna del giovane a cinque anni di reclusione.

C’è il caso di un uomo – adesso rinviato a giudizio – a cui gli investigatori sono arrivati a seguito di segnalazione dei genitori di un minore residente in provincia di Napoli. La segnalazione è stata trasmessa per competenza territoriale ed ha permesso di fare luce sulla condotta di adescamento ai danni di diversi soggetti minorenni. La successiva perquisizione domiciliare ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di materiale pedopornografico.

Sempre in tema di codice rosso viene messa in evidenza una storia di sopraffazione perpetrata all’interno di un gruppo di ragazzi in un Comune del Vallone, alcuni maggiorenni e altri minorenni, da parte di un giovane adesso indagato per i reati di stalking, sequestro di persona, porto di armi e strumenti atti ad offendere, lesioni personali aggravate ed altro.

Tra i procedimenti aperti in fase di indagini preliminari ce n’è uno che riguarda un impiegato incensurato di un paese della zona sud provincia di Caltanissetta, indagato di violenza sessuale ai danni di un minore disabile. Lo stesso uomo avrebbe adescato altri ragazzini del paese anche di età inferiore ai 14 anni provando a condizionarne la sessualità.

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