Imposte locali rinviate, Comuni siciliani al collasso. Con l’emergenza coronavirus crollano le entrate

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Imposte rinviate, crollano gli incassi per i Comuni siciliani che rischiano il collasso. Le entrate tributarie per gli enti locali della Sicilia sono diminuite del 70 percento nei mesi di marzo e aprile 2020 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Addizionale Irpef, Imu, Tari, Tasi, Tosap e Tassa di soggiorno con il lockdown hanno fatto registrare un incasso di 64 milioni di euro contro i 199 dello scorso anno nel periodo in considerazione. Lo rivela l’elaborazione di Demoskopica su dati Siope.

A pesare è il rinvio delle rate di pagamento dei tributi locali deciso dalle amministrazioni comunali per non pesare sulle famiglie durante l’emergenza coronavirus mentre per la tassa di soggiorno il calo è dovuto all’assenza di turisti. Se il Governo non adotta misure specifiche “tutti i Comuni, da Milano a Palermo, falliranno, nessuno si illuda”. Lo ha detto il presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando, al termine dell’incontro in videoconferenza con i colleghi di Firenze, Milano e Napoli. Il sindaco di Palermo critica la decisione del governo Conte “che ha stanziato per Alitalia più soldi che per tutti i Comuni italiani messi insieme”. L’Anci chiede “l’alleggerimento delle norme che obbligano ad esosi accantonamenti nei bilanci, impedendo la possibilità di spesa; la possibilità di maggiore utilizzo dell’avanzo di amministrazione; una urgente ordinanza di protezione civile che stanzi nuovamente fondi per i buoni alimentari, “in attesa che finiscano le interminabili elucubrazioni sul reddito di emergenza o suoi simili”.

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