Impiantistica pubblicitaria, nuovo nulla di fatto in consiglio. Ricotta: “Ci chiedevano di approvare senza alcun parere”

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Dovrà tornare per la terza volta in consiglio comunale la proposta di delibera sull’impiantistica pubblicitaria nel comune di Caltanissetta. A otto mesi di distanza dal primo consiglio, lunedì sera il civico consesso ha nuovamente deciso di ritirare la proposta di delibera.

La relazione richiesta all’ufficio tecnico mesi fa, al fine di comparare i prezzi applicati alla cartellonistica con altre città, è stata giudicata insufficiente dalla stessa maggioranza.

Nulla di fatto quindi, per il piano generale dell’impiantistica pubblicitaria.

Il piano prevedeva la cifra di 142 euro a metro quadrato per la concessione degli spazi pubblicitari alle agenzie specializzate del settore. Un prezzo di gran lunga inferiore ai 540 euro a metro quadro del precedente bando che era andato deserto con una coda di sospetti su un fantomatico “cartello” tra agenzie.

Il piano dell’impiantistica pubblicitaria era approdato in consiglio comunale per la prima volta otto mesi fa e venne ritirato al termine di una lunga seduta, con la richiesta di un approfondimento da parte degli uffici per verificare la congruità del prezzo a base d’asta, rispetto alle altre città siciliane.

Non a caso su quella proposta di delibera mancava il parere dei revisori dei conti.

La relazione, curata dall’ufficio tecnico, è pervenuta ai consiglieri comunali soltanto il giorno prima della seduta ed è stata giudicata insufficiente da diversi consiglieri di maggioranza e opposizione. La seduta si è protratta fino a notte fonda per capire il da farsi.

Un argomento delicato visto che la commissione bilancio, con il presidente Carlo Campione, ha da tempo denunciato la presenza di cartelloni abusivi in città. Abusivismo che sarà debellato con il nuovo bando. Questo significa che ulteriori ritardi nell’approvazione del nuovo piano, favoriscono il permanere di abusivi con aggravio per le casse del comune.

Campione Carlo cl1“La decisione è di concludere questa operazione. L’abbiamo approfondita in tutti i sensi in commissione”, afferma Carlo Campione, presidente della Commissione bilancio. “Gli uffici hanno presentato una relazione, la seconda commissione che aveva chiesto un approfondimento. Si è preferito approfondire nuovamente, con l’impegno di esitarlo tra quindici giorni, convocando un consiglio comunale. Ho assicurato che in quindici giorni tornerà in consiglio, mi auguro che sia un incidente di percorso che si risolverà”, conclude Campione.

Viceversa la presidente della seconda commissione, Adriana Ricotta, ha criticato la relazione presentata dagli uffici, poiché non di un vero studio comparativo si tratterebbe. Soprattutto per quanto riguarda gli indici Nielsen di raccolta pubblicitaria che variano da città a città. Dati in possesso delle camere di commercio di cui nella relazione non c’è traccia. Vista la situazione di stallo all’una di notte si è tenuto un vertice di maggioranza a cui ha preso parte anche il sindaco Giovanni Ruvolo da cui è emersa la decisione di ritirare la proposta di delibera, dare un tempo limitato agli uffici per completare la relazione e convocare a stretto giro un nuovo consiglio comunale con all’ordine del giorno, per la terza volta, il piano generale dell’impiantistica pubblicitaria.

“Ci avevano chiesto di esitare la proposta di delibera senza alcun parere”, afferma la presidente della II Commissione urbanistica, Adriana Ricotta. “La proposta era lacunosa sotto vari aspetti. Il prezzo fissato nel 2010 era di 580 euro adesso senza criteri tecnici era stato ridotto a 145 euro. Ho chiesto da otto mesi una relazione tecnica che desse una giustificazione del prezzo individuato. Ci sono organi preposti che possono coadiuvare questa valutazione, come le Camere di commercio. La città appartiene ad una certa area, area 3 – indice Nielsen 5. Si doveva quindi ragionare per aree omogenee. Adesso finalmente ci siamo capiti su cosa avesse bisogno il consiglio comunale perchè è una questione di legittimità dell’atto, in modo che sia inoppugnabile”.

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