Impianti sportivi a pagamento, c’è il regolamento. Ma contributi a società più impegnate

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Il Consiglio comunale di Caltanissetta ha approvato il nuovo regolamento per l’utilizzo degli impianti sportivi pubblici comunali. Proposto dall’amministrazione, sulla scia delle tariffe già comunicate dall’assessore allo sport, Gaetano Angilella, il regolamento impone il pagamento di tariffe orarie differenziate in base alla tipologia degli impianti.Stadio Palmintelli ingresso

Vediamole nello specifico le tariffe per gli impianti sportivi esitate dal consiglio comunale nel nuovo regolamento.

Per il Palacannizzaro la tariffa oraria unica è di dieci euro. Sette euro per il Pala Milan, l’ex Chiarandà. Per lo Stadio Tomaselli 15 euro l’ora e 15 con l’illuminazione notturna, che diventano 10 euro l’ora e 20 euro con illuminazione, allo stadio Palmintelli. Per l’impianto Michelangelo Cannavò, infine, 7 euro l’ora e 14 euro con illuminazione. Le tariffe sono ridotte del 50% per le società che svolgono attività federale, per le partite a ingresso gratuito, mentre esenzione totale è prevista per attività scolastiche o di beneficenza.

Come tutti i servizi a domanda individuale, ha spiegato l’assessore, anche per gli impianti sportivi bisogna applicare una tariffa perchè lo impone la legge regionale e nazionale. Anzi, con il decreto sulla spending review di Mario Monti, tali servizi dovrebbero essere pagati al 100% dagli utenti. Questo, però, con gli impianti sportivi nisseni non accadrà, per una serie di sgravi e contributi indiretti alle società sportive.

In particolare due emendamenti esitati dalla quinta commissione presieduta dal consigliere Gianluca Bruzzaniti, prevedono una corsia preferenziale alle società che utilizzano gli impianti per ricevere eventuali contributi dal comune e l’erogazione di servizi aggiuntivi. Un emendamento, spiega Bruzzaniti, dà mandato all’amministrazione a regolare i contributi alle società in base a quanto effettivamente esse hanno contribuito per la gestione degli impianti. L’altro emendamento pone a carico del Comune quei servizi fino ad oggi espletati dalle società, come la segnatura del campo, o anche la pulizia.

“Oggi finalmente il consiglio comunale ha approvato definitivamente il nuovo regolamento che sostituisce e aggiorna il vecchio che esisteva dal 1993. Modifiche sostanziali non ce ne sono, se non aver chiarito alcuni aspetti relativi ad una forma di sostegno alle società sportive operanti nella nostra città per alleviare i costi che affrontano nella gestione delle loro attività”. Così l’assessore allo sport Gaetano Angilella commenta la votazione del civico consesso che ha approvato l’articolazione tariffaria prevista.

“Questo dà forza all’amministrazione nel poter contribuire e dare qualcosa. L’amministrazione già lo aveva previsto con la delibera di applicazione delle tariffe”.

Insomma, assessore, le tariffe si devono pagare. Il regolamento formalizza che i servizi vanno pagati.

“Il regolamento prende atto delle norme di Stato e Regione e purtroppo parliamo di un servizio a domanda individuale come lo sono per esempio gli asili nido. Mentre fino a un certo punto venivano pagati fino a una concorrenza minima del 36%, oggi con la spending review, addirittura la copertura a carico dei cittadini è del 100%. Sono situazioni molto brutte che non possono che aggravare la situazione del cittadino, ma l’amministrazione comunale non può far altro che applicare le norme. Quando possiamo andiamo incontro alle esigenze del cittadino in gravi difficoltà”.

Assessore Angilella, le tariffe applicate coprono il 100% dei costi?

“In realtà siamo a livelli minimi, le percentuali sono ridicole. Tute le agevolazioni, riduzioni e gratuità concesse, diciamoci la verità, fanno coprire il 10% delle spese che l’amministrazione opera per la gestione degli impianti e quindi le spese a carico del cittadino, perchè il problema non è solo di chi usa l’impianto, ma di tuta la collettività, e noi abbiamo deciso di contenere al minimo i sacrifici. Parliamo del 10% fino al 20% massimo dell’effettivo costo, quindi è chiaro l’intendimento dell’amministrazione”.

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