Immigrazione, il sindaco Ruvolo scrive al ministro Alfano: "Caltanissetta accogliente, ma lo Stato sia vicino"

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“Onorevole Signor Ministro, con la presente desidero informarLa che lunedì 26 gennaio 2015 a Caltanissetta il Consiglio Comunale si è riunito con un unico tema all’ordine del giorno: Pubblica sicurezza legata alla presenza di immigrati in città”.
Inizia così la lettera ufficiale con cui il sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, chiede audizione al ministro dell’Interno, Angelino Alfano al quale viene richiesto di ricevere una delegazione composta dal primo cittadino, dal presidente del consiglio comunale e alcuni consiglieri di Palazzo del Carmine a Roma.
“Caltanissetta – scrive il sindaco Ruvolo – vive ormai dal 1998 il fenomeno dell’immigrazione che ormai negli ultimi anni si è amplificato a dismisura divenendo un vero e proprio dramma sociale. Nel 1998 fu istituito il Centro Polifunzionale – a seguito dell’approvazione della legge Turco Napolitano – che vede oggi al suo interno ben 3 diversi servizi: CARA, CDA e CIE”.
“Sono quindi quasi 15 anni che la mia Città accoglie le difficoltà e la disperazione di questi uomini e donne, costretti dopo traversate spesso drammatiche, a vivere in condizioni assolutamente precarie. Si aggiunga a questo il fatto che molti migranti, o in attesa di ricorso avverso provvedimenti di rimpatrio o in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno, comunque in attesa di accoglienza, sono costretti ad accamparsi nelle immediate vicinanze del centro in condizioni igienico-sanitarie del tutto intollerabili”.
“Questo – prosegue la lettera – pone il nostro Paese in totale conflitto con i più elementari principi di rispetto dei Diritti Umani”.
“Si sono altresì verificate frequenti manifestazioni di protesta da parte dei migranti stessi, contro la lentezza dell’iter burocratico relativo al rilascio dei permessi, generando tensioni e conseguenti preoccupazioni nell’opinione pubblica cittadina, che per fortuna, grazie un’ attenta gestione da parte di S.E. il Prefetto in concerto con le forze dell’ ordine, sono sempre state contenute. Nonostante i tempestivi interventi predisposti da S.E. il Prefetto, la sistemazione temporanea di questi profughi in altre strutture risulta vana perché dopo pochi giorni altri arrivano, inesorabilmente, ad occupare gli stessi luoghi insani al di fuori del Centro di accoglienza”.
“Pur non di meno, la mia Città si è mostrata tollerante e molto accogliente nei confronti dei migranti, dovendo però pagare un prezzo molto alto sia sul piano sociale che sul piano economico.
E’ da pochi mesi che la mia Giunta si è vista costretta, per l’ennesima volta, ad intervenire per il recupero di strutture sportive adiacenti al Centro Polifunzionale, continuamente danneggiate da accampamenti abusivi, che da un lato impediscono la fruizione per attività sportive e dall’ altro, per il ripristino, necessitano interventi consistenti che assorbono le già magre risorse economiche comunali.
“Viste le dimensioni assunte negli ultimi anni dal fenomeno, e le preoccupanti prospettive future, si ritiene necessario un intervento dello Stato sicuramente più ampio e adeguato rispetto a quello che fino ad oggi si è riusciti ad assicurare. Occorre, quindi, ripensare a delle misure di compartecipazione finanziaria finalizzate all’aumento dell’organico di polizia locale, al ripristino dei 20 Agenti della Polizia di Stato che sono stati di recente ridotti al CARA, nonché al potenziamento di tutte quelle misure atte a garantire l’integrazione con i miei concittadini (attività sportive, alfabetizzazione, assistenza ai bisogni primari, ecc). La città sta rispondendo bene alle attività dell’ Amministrazione Comunale che ha organizzato una rete di volontariato pronta a sostenere queste iniziative di sostegno ed integrazione, ma sente il bisogno di sentire lo Stato più vicino”.
“L’intero Consiglio Comunale, a sua volta, ha dimostrato una grande maturità politica. Infatti, i vari gruppi consiliari pur partendo da diversi punti di vista, hanno ritrovato l’unità sugli interventi possibili da mettere in campo per una migliore gestione dell’emergenza. Tante sono le misure che potrebbero essere attuate per una migliore assistenza e integrazione ma il dato che è emerso con assoluta unione d’intenti è il fatto di non poter più affrontare con le sole risorse cittadine questa enorme tragedia, soprattutto in questa fase storica che vede ridurre in maniera consistente i trasferimenti al Comune da parte dello Stato e della Regione, riducendo i servizi alla collettività. Bisogna intervenire in tempi rapidi, per evitare che possano verificarsi episodi di intolleranza dovuti alla difficoltà di presidiare il territorio, in particolare nei quartieri del Centro Storico dove la presenza di immigrati che vivono in condizioni precarie è particolarmente consistente”.
“È per questo che invitiamo la S.V. a ricevere una delegazione composta da me, dal Presidente del Consiglio Comunale e da alcuni consiglieri, per affrontare insieme il problema e studiare quelle forme di compartecipazione che possano garantire una migliore convivenza ai nisseni ed ai migranti”.

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