Immigrato su una panchina, Arialdo Giammusso indignato: “Colpa della sinistra buonista”

1614

Pubblichiamo di seguito una nota inviata alla nostra redazione da Arialdo Giammusso

Abbiamo scoperto il vero motivo per cui Ruvolo si ostina a chiudere ogni accesso al centro storico: far riposare i suoi ospiti nel salotto della città.
A parte la battuta, è inaccettabile che persone che non rispettano le minime regole di civiltà siano libere di bivaccare o fare ciò che vogliono dove meglio credono.
La foto che ritrae un extracomunitario, disteso, senza scarpe e con una bottiglia d’acqua accanto alla sdraio in marmo, pardon, la panchina in Corso Umberto I (davanti all’ex Caffè Romano) è l’emblema del degrado del nostro centro storico.
Come pensano di rilanciare il centro se si offre al mondo uno spettacolo così indecoroso?
Proprio davanti al Palazzo che rappresenta la città di Caltanissetta, extracomunitari indisturbati fanno ciò che vogliono e si comportano come se fossero nel giardino di casa loro.
Questa è la dimostrazione che il permesso di soggiorno autentico o finto che sia, la clandestinità, l’essere extracomunitari equivalga ad un permesso a far ciò che si vuole o peggio a delinquere.
Ce ne accorgiamo la mattina quando usciamo di casa: mentre prima davanti al supermercato, bar, esercizio commerciale ogni tanto c’era un clandestino a chiedere soldi ora davanti ad ogni esercizio commerciale ce ne sono almeno 4, per non parlare dei parcheggi oramai completamente in mano loro; dal dilagare dei furti, comportamenti indecorosi e dello spaccio di droghe nella nostra città.

Ce ne accorgiamo visitando le ville comunali, Via Rochester, Viale Stefano Candura, Pian del Lago e la stazione.
Ce ne accorgiamo quando dopo aver atteso a lungo una casa popolare ci vengono a dire che non la possiamo più avere perché ci sono tanti extracomunitari e migranti che ne hanno diritto più di noi nisseni.
Ce ne accorgiamo quando le mense scolastiche invece di privilegiare le famiglie povere nissene danno il tutto gratis all’extracomunitario di turno perché ne ha più diritto.
Non si tratta di discutere se il principio di solidarietà, accoglienza, generosità siano dei valori umani.
La discussione non è questa. Soffermiamoci su quanto sia moralmente corretto e quanto sia legale essere costretti ad accettare, in nome di una distorta, falsa ed ipocrita solidarietà ed accoglienza, centinaia di persone clandestine buttate a poltrire sulle strade, sulle panchine e sui monumenti della nostra città. Gente che non ha alcun progetto per la loro vita, se non quello di ricevere vitto e alloggio gratis, e persone che molto spesso non sappiamo nemmeno chi siano realmente e che intenzioni abbiano.
Quanto è educativo diffondere in loro che chi arriva ha diritto a tutto gratis senza chiedere nulla in cambio? Quanto è moralmente giusto far arricchire le cooperative e le associazioni con i soldi degli italiani?
Quanto è legale negare ad un nisseno ciò di cui ha bisogno per sopravvivere per darlo ad un clandestino?
È moralmente giusto calpestare i nisseni indigenti e poveri per far spazio ai tantissimi clandestini ed extracomunitari nullafacenti che ogni giorno vediamo bivaccare senza meta per le nostre strade?
Quindi il permesso di soggiorno o la clandestinità sono una autorizzazione a far ciò che si vuole?
Sappiamo che fare i parcheggiatori abusivi su suolo pubblico, magari estorcendo denaro e minacciando di danneggiare le automobili é reato punibile per legge. Allora perché tutti i parcheggi sono in mano agli extracomunitari, soprattutto di colore che hanno messo su un bel racket?
Basta farsi un giro al mercatino del sabato, a Piazza Marconi o davanti a tutti i supermercati. Il racket dell’elemosina dilaga ovunque, sotto gli occhi di tutti.
L’essere clandestino, l’essere migrante, l’essere extracomunitario a volte sembra essere quasi un permesso speciale a delinquere. E con questo non mi riferisco agli innumerevoli stranieri volenterosi, ammirevoli e laboriosi che vivono e lavorano regolarmente nella nostra città e contribuiscono al suo “benessere”.
Mi riferisco agli sbandati, alle prostituite ed ai delinquenti che si aggirano per la nostra città. Mi riferisco a quelli che rendono pericoloso o incutono timore a chi vorrebbe semplicemente andare a passeggio la sera, o anche di giorno, per i quartieri antichi di Caltanissetta.
Mi riferisco ai tanti delinquenti che già da tempo non dovrebbero essere più nel nostra città e che mai sono stati puniti dal sindaco con un DASPO.
Qual é il principio di buonsenso e giuridico che giustifica la loro permanenza nelle strade di Caltanissetta?
Quindi il problema non sono solo i clandestini presenti a Caltanissetta ma il problema o per così dire il vero MALE ha radici più profonde. Il cancro è proprio il costume dilagante, avallato soprattutto dalla sinistra buonista, di tollerare ad oltranza delinquenti di qualsiasi nazionalità, spendendo risorse ingenti per controllarli, arrestarli, rilasciarli e poi monitorali all’infinito.
RIMANDARLI A CASA LORO È UNA PRIORITA’! Se qualcuno pensa di tenerseli a Caltanissetta per incrementare turismo, economia o le iscrizioni ai corsi di laurea, sbaglia di grosso. Dal prossimo anno la musica cambierà!

Prima di tutto i nisseni
Arialdo Giammusso

Commenta su Facebook