Immigrati. Un "Libro bianco" per sfatare miti e legende. Nessuna diaria, costretti a stare in città.

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Sportello immigratiLo Sportello immigrati di via Re D’Italia presenta il libro bianco sulla situazione dei migranti a Caltanissetta dal titolo “La polvere sotto il tappeto”. Un vademecum in cui i volontari dello sportello tentano di far chiarezza su alcune informazioni fuorvianti che circolano sui migranti del centro di identificazione e del centro d’accoglienza di Pian del Lago. Ma anche far luce sulle leggende, come la circostanza per cui riceverebbero una diaria giornaliera.

Il libro bianco spiega che non viene data nessuna diaria ai profughi. Al massimo gli ospiti del centro ricevono una chiavetta pre-caricata di due euro al giorno da spendere solo nei distributori automatici del centro stesso. Mentre il costo dell’accoglienza viene assorbito dalla cooperativa che gestisce il centro e che a sua volta offre i servizi.

Il volume si sofferma sul clima di ostilità agli immigrati che viene propugnato nei media, spiegando i motivi per cui i richiedenti asilo si trovano in città. Richiesta di protezione internazionale, richiesta di asilo, attesa dell’esito della commissione, rinnovo del permesso di soggiorno, diversi appuntamenti successivi che costringono il migrante a stare mesi in città in attesa degli adempimenti burocratici. Sono tutti passaggi amministrativi che richiedono tempo, durante il quale il migrante non può lavorare. Dopo anni in cui si era lavorato per incrementare la cultura dell’accoglienza, hanno spiegato i volontari dello sportello immigrati autori del libro bianco, sembra che si stia tornando indietro. Innanzitutto sull’accoglienza. Il centro di pian del lago, è spiegato nel volume, comprende tre strutture al suo interno. Il CARA, centro accoglienza richiedenti asilo, il centro d’accoglienza e il CIE, centro identificazione ed espulsione. Fatta eccezione per quest’ultimo, negli altri due centri i migranti sono liberi di uscire nelle ore diurne. Il problema è fuori dal centro, che ha una capienza comunque limitata. 360 posti il centro d’accoglienza, 96 posti il centro per richiedenti asilo, 96 posti per identificazione ed espulsione. Sportello immigrati - Giuliana GEraci

Gli stranieri fuori dal centro che siano in attesa di riconoscimento della protezione internazionale o abbiano il permesso che non consente di lavorare, sono praticamente costretti a bivaccare. “Coma mai – si chiedono allo sportello – nessuno ha mai pensato a iniziative culturali e ricreative, corsi di lingua italiana, per facilitare l’impatto con la popolazione nissena”. Le situaizoni di maggiore degrado sono state individuate nei giorni scorsi nelle strutture adiacenti i campi sportivi di pian del lago due e nella ex pista di pattinaggio. “Caltanissetta è una città strana – spiega Giuliana Geraci dello sportello – ci si preoccupa che queste persone sporcano la panchina o un luogo, ma nessuno pone il problema di queste persone che non hanno nulla e che vivono come bestie, senza bagni, in modo non umano”.

Tra code iniziate all’alba davanti l’ufficio immigrati e settimane passate da appuntamento in appuntamento, con enormi difficoltà a muoversi nel caso serva anche una semplice marca da bollo, lo sportello immigrati descrive la pesante situazione che vive chi deve rinnovare il permesso di soggiorno. Costretto a tornare a Caltanissetta e rimanervi per settimane, perchè nella città dove vive e magari lavora non può farlo a meno che non abbia un contratto d’affitto registrato a suo nome.

Ai nostri microfoni il presidente dell’Arci, Claudio Lombardo e Giuliana Geraci dello sportello Immigrati.

 

 

 

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