Il Vescovo Russotto ai nisseni: “Agire col cuore significa avere Coraggio”

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Intervistato da Maurizio Diliberto, conduttore della “ricarica” di Radio CL1 e Alberto Sardo della redazione giornalistica, il Vescovo di Caltanissetta, Mario Russotto, manda un messaggio in vista della Pasqua ma non si sottrae a valutazioni e domande a tutto tondo, a partire dalle imminenti elezioni amministrative. “C’è delusione, a volte i nisseni non credono al cambiamento. Ma non possiamo rassegnarci. Le elezioni siano il momento Russotto VEscono caritaspiù alto di responsabilità e libertà, scommettendo su speranze possibili e fidandosi di uomini e donne che garantiscono voglia di cambiamento”, ha detto il Vscovo Russotto.

Monsignor Russotto, ci avviciniamo alla Domenica delle Palme, alla Pasqua, la festa più importante per il cristiano, la resurrezione che arriva dopo una riflessione della Quaresima, in un momento difficilissimo per questa città. Come coniugare la gravità della crisi con l’idea di speranza?

“Come nell’avvicendamento delle stagioni, come la natura vive il suo ciclo vitale, dopo l’autunno e l’inverno, arriva di certo la primavera, così anche nella società e in ciascuno di noi viviamo tante stagioni, forse stiamo vivendo un prolungato inverno una solitudine e spoliazione di speranza. La Pasqua si pone come la primavera dello spirito, del cuore, della rinascita, l’appartenenza ad una città che ci chiede di essere protagonisti attivi. Il futuro non sono i giovani ma i giovani sono il presente più bello e la Pasqua dice ai giovani di acquistare il protagonismo della loro libertà”.

Un inverno lungo che non sia letargo, sembra di capire anche dal messaggio di Papa Francesco che la Chiesa ancor di più debba promuovere l’autenticità del Vangelo.

“Il Papa sta dando grandi scosse, soprattutto a quelle chiese e a quegli uomini di Chiesa un po accomodati, che vivono in modo più borghese la loro spiritualità e il Vangelo. Devo dire che nella nostra Diocesi il Vangelo è sempre al centro della nostra vita e delle scelte, è la chiave di lettura della realtà e della vita di ciascuno, ma anche come luce che guida la comunità cristiana nella nostra Diocesi. Proprio alla luce del Vangelo, in dieci anni sono nate 52 cooperative di giovani nella nostra diocesi, con la Caritas e il progetto Policoro realizzato in collaborazione con la Cesi. Sono cooperative con più di trecento giovani che lavorano. Questi sono segni di speranza che forse non fanno rumore, come la foresta che cresce, però questo è Vangelo vivo.IMG_2411

L’ultima cooperativa nata a Santa Caterina, da giovani che hanno messo sù un forno. Sono segni di speranza viva. Poi quanti poveri e famiglie aiutiamo, alla mensa dei poveri serviamo 230 pasti al giorno, metà di questi vanno a cittadini di Caltanissetta. Se pensiamo a tutte le famiglie che la Diocesi e le parrocchie hanno adottato e aiutano, se pensiamo al progetto “Mamme in rete” della Caritas, che sta prendendo piede in diversi paesi della Diocesi, aiutiamo ogni anno 2.400 mamme, e quindi le famiglie e soprattutto i bambini”.

Monsignor Russotto, tra poco a Caltanissetta si vota per le amministrative. In un momento in cui sembra aumentare lo scollamento tra cittadini elettori e rappresentanti delle istituzioni.

“Condivido che ormai la forbice si è allargata perchè le istituzioni vanno per conto loro e i cittadini sono abbandonati a se stessi e c’è una certa delusione e chiusura nel privato. Però è anche vero che il momento elettorale è il tempo alto di libertà e responsabilità di ogni cittadino e quindi sollecito i cittadini ad andare a votare e fare le loro scelte. Poi abbiamo la città che noi ci meritiamo e che cerchiamo di costruire, quindi il momento elettorale sia un momento alto di responsabilità e partecipazione nella libertà, superando steccati e scoraggiamento. D’altro canto faccio un appello a chi si candida e vuole con responsabilità provare a risollevare le sorti della città. Siate davvero al servizio dei cittadini, non asservite ai vostri interessi i cittadini. La città è il bene comune sommo che bisogna costruire insieme, per uno sviluppo possibile”.

Monsignor Mario Russotto, Lei ha parlato di buone pratiche, di esperienza sociali dal basso di giovani che hanno aggredito la crisi creando cooperative e lavoro per se e gli altri, anche perchè qualcuno ha creduto nei loro progetti. Le Istituzioni dovrebbero acquisire tali esperienze e implementarle, potenziarle. Invece assistiamo alla guerra tra poltrone.

“Penso che i nisseni tante volte non credono al cambiamento, forse sono stati troppo sfruttati, nei secoli. Sempre asserviti al potere di questo o quello, però non bisogna perdere la speranza, altrimenti non si va da nessuna parte. Serve il coraggio di scommettere su speranze possibili, fidandosi di uomini e donne che possano garantire fiducia e voglia di cambiamento, poi saranno i cittadini a essere i giudici di costoro. Certo non possiamo rassegnarci. Caltanissetta è una città troppo rassegnata e ripiegata in se stessa, così non c’è sviluppo. Tante volte ho proposto strade percorribili, avendo visto esperienze in giro, avendo a che fare con esperienze universitarie in tutta Italia, però non ci sono visioni ampie e invece servono visioni alte, e capacità di progettare a lungo termine, cominciando a fare pezzetti di storia che ognuno ha tra le mani nell’ambito di progetti a lungo termine, non si può amministrare la città per garantirsi le poltrone, questo significa umiliare le persone”.Vescovo Russotto e Monsignor La Placa

Intanto, sempre più il potere della finanza calpesta l’uomo. Spazi vitali per alimentare l’ottimismo sono ristretti, così come gli spazi di partecipazione, della società civile, di democrazia vengono sacrificati all’altare della finanza e di interessi non meglio precisati.

“Questo è quello che preoccupa. Chi governa il mondo è solo l’economia e quindi la finanza e il denaro che diventano più importanti dell’uomo e della persona, là dove non è messa al centro la persona, la società si cancella e si distrugge. Spero nel nostro piccolo che alle elezioni ci siano persone in grado di mettere al centro la persona e la famiglia che è la prima cellula della società. La famiglia non può essere una mucca da mungere e tartassare, senza la famiglia non c’è sviluppo della società. Papa Francesco e tutti i Papi hanno sempre detto che quando si cancella l’uomo dal centro della società scompare la società”.

Eccellenza, la Domenica delle Palme, la Settimana Santa che inizia con la celebrazione in Cattedrale. Quale sarà il tema dell’omelia?

“Io non preparo prima un pensiero precostituito da sciorinare al mio popolo e alla gente, cerco di leggere in quel momento dagli occhi delle persone, dalle vibrazioni del loro cuore e della parola di Dio quello che è giusto dire e che il signore vuole dire al mio popolo. Penso comunque che la domenica delle Palme vada sottolineato il coraggio di Gesù di entrare nella Gerusalemme che lo ucciderà, che ucciderà la verità eppure non è rassegnato si consegna per amore nostro per ridare speranza. Il Vangelo fa dei cristiani dei ribelli non violenti, se i cristiani non sono ribelli ma nella logica della non violenza, sono inutili a se stessi e alla società. Gesù è stato un rivoluzionario se pensiamo che ha messo al centro del suo operare gli ultimi, le prostitute, gli storpi, i ciechi, quelli lontani dalla Chiesa. Matteo era un esattore considerato senza Dio, un rinnegato dalle tradizioni ebraiche eppure Gesù lo chiama a seguirlo. Non teme di contrarre l’impurità quando tocca un lebbroso”.

Tra i protagonisti della Settimana Santa, c’è la Real Maestranza che oggi più che mai sembra unire opportunamente la tradizione popolare e quella religiosa, all’insegna della valorizzazione di arti, mestieri e artigianato, tutto ciò che oggi serve per ridare speranza e lavoro.

“Il Vangelo, prima di farsi carta ed essere trasmesso, si è fatto carne e quindi è il lievito della società. Quindi un Vangelo che non si incarna nelle professioni, nella quotidianità, nella ferialità della vita quotidiana, sarebbe un Vangelo disincarnato. La Settimana Santa coniuga il mestiere, l’artigianato, la professionalità degli uomini e il valore alto della dignità, dell’onestà, della giustizia della verità e dell’amore.

Vescovo Russotto, venerdì scorso la Via Crucis delle Vare, ormai un appuntamento consolidato, da quando lei dirige la Diocesi nissena. Nacque per ridare valore spirituale alle Vare, a volte meno esplicito nelle precessioni, da una sua idea. Che impressioni ha avuto quest’anno?

“Bellissime impressioni, perchè siamo partiti otto anni fa con un gruppo di giovani, poi ho proposto ai detentori delle Vare di uscirle fuori e metterle lungo il percorso delle processioni per riaccostare i giovani alle tradizioni, ma anche a questi segni sacri della Passione di Cristo, ogni anno aumenta la folla, quest’anno c’era proprio tanta, tanta gente, nonostante la serata non calda, tanta gente e molti dicono che questo è il vero momento delle Vare. Perchè poi il giovedì Santo si rischia di vedere solo una sfilata più o meno ordinata, mentre la via crucis è diventata veramente molto sentita, quindi sono molto contento di aver tirato fuori dalla fantasia di un Vescovo questa idea che è un momento di comunione molto forte”.

Vescovo Russotto parliamo di Spiritualità, rinnovamento nella chiesa, grazie a Papa Francesco

“Papa Francesco è il Papa per questo tempo e penso che stia in modo egregio continuando la grande opera di un grande santo che è Giovanni Paolo II, che ha avvicinato la chiesa ai popoli e alle nazioni. E’ stato un’autorità universale, riconosciuta nel mondo e finanche Fidel Castro piangeva quando gli portavo una lettera o un biglietto di Giovanni Paolo II e credo che l’incontro con il Papa gli abbia cambiato il cuore”.

Infine un messaggio a chi ci ascolta, a chi legge, ai nisseni e agli ascoltatori di Radio CL1 in vista della Pasqua

“Un messaggio non solo ai fedeli. Lì dove c’è il cuore di un giovane, un anziano, una donna, a tutti vorrei dire buona Pasqua e non perdete mai la speranza, ritrovate in voi il coraggio, ‘cor’ ‘agere’ in latino significa agire con il cuore e allora qualcosa cambierà”.

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