Il Vescovo Russotto: "Politica troppo gridata. Pasqua aiuti a non perderci d'animo".

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la messa con il vescovo Russotto“Bisogna ricercare il bene comune, che è l’essere umano, a cominciare dagli ultimi, da quelli che subiscono ingiustizie, da quelli che vengono emarginati perché non rendono: se rimettiamo al nostro centro la persona, con la sua dignità, riusciremo a creare un futuro migliore. Bisogna trattare il prossimo con educazione, che è quella che ci manca: occorre l’educazione al dialogo, all’accoglienza dell’altro, fosse anche l’immigrato. Per questo occorre vincere la corrente dell’individualismo, la cultura del fai tutto per te stesso”.

Sono alcuni dei passaggi dell’omelia che il vescovo mons. Mario Russotto ha tenuto durante la funzione officiata alla Provincia Regionale ove, secondo tradizione, il prelato si è recato per celebrare il precetto pasquale dei dipendenti.

Alla funzione, che quest’anno si è tenuta nel corridoio dell’ingresso principale del Palazzo provinciale a causa dell’indisponibilità dell’aula consiliare ove sono in corso lavori di restauro, erano presenti il commissario straordinario dell’ente Damiano Li Vecchi, il presidente del Consiglio provinciale Michele Mancuso, unitamente a dirigenti e personale della Provincia e della Prefettura.

Su tale ambientazione di emergenza, il prelato ha rimarcato: “Oggi è un corridoio che si trasforma in Cattedrale, e il Vangelo deve entrare nei corridoi, così come nelle strade, nelle piazze: è bello che questi luoghi istituzionali diventino luoghi di confronto e sentieri di ricerca”.

Nell’omelia ha poi aggiunto: “Assistiamo oggi a una politica troppo gridata, viviamo nell’epoca dell’urlo: ma non è urlando che si riesce ad addrizzare la canna incrinata, bensì lavorando insieme nel dialogo, con la persona al centro. Dobbiamo imparare ad avere il cuore libero da ogni calcolo e interesse privato. Che la Pasqua ci aiuti a non perderci d’animo, a ritrovare la fiducia in noi stessi”.

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