Il vescovo Russotto a Terra Promessa: “Vincere insieme la guerra della vita”

Il vescovo mons. Mario Russotto ha visitato ieri mattina la comunità terapeutica Terra Promessa di Casa Rosetta e ha celebrato la Messa, con la partecipazione anche di rappresentanze delle altre strutture dell’associazione. Prima della liturgia, è stato formalizzato il passaggio di nove residenti delle comunità (quattro di Terra Promessa, cinque dell’Oasi di Caltagirone) al “rientro”, terza e conclusiva fase del programma di recupero dalle dipendenze patologiche, che prelude al ritorno in famiglia e nella società. Rivolgendosi a loro il vescovo ha espresso “la gioia di celebrare questo rito passaggio all’ultima tappa di nostri fratelli che ce l’hanno messa tutta: è stata dura, però ce l’avete fatta ed è motivo di gioia perché quanto più una meta costa fatica tanto più è amata. Bravi siete voi, atleti dello spirito, artigiani della vostra vita. Avete dovuto dare colpi di scalpello, vi siete feriti tanto, però ora più contenti.  Il vostro coraggio, il vostro sforzo devono essere da esempio per tutti gli altri. Si può fare – ha detto ancora il vescovo- da soli è quasi impossibile, ma assieme e con gli aiuti necessari possiamo vincere. La vita è una grande guerra e noi dobbiamo vincere non con bombe, missili e carri armati, ma con le armi della
fortezza interiore. Come diceva il presidente Giorgio De Cristoforo prima, con le armi della resistenza, del coraggio, della preghiera e della solidarietà. Questa è una guerra quella della vita che vince solo se siamo insieme, da soli invece siamo prettamente sconfitti.
Le ricchezze di questo mondo passano, non ce le portiamo appresso, a volte ci danniamo per accumulare qualcosa che dobbiamo lasciare. Putin può fare tutte le guerre che vuole, può conquistare l’Europa, può accumulare tutto quello che vuole ma tutto lascerà cioè morte, distruzione, odio che ha seminato. Chiedetevi ma io alla fine della mia vita cosa lascerò, si ricorderanno di me? Sarà ricordato chi ha speso giorni, forze al servizio degli altri”.

Nel saluto di benvenuto il presidente Giorgio De Cristoforo ha ricordato la storia e la missione di Casa Rosetta (tredici strutture, 237 dipendenti) “nella dedizione al servizio delle persone più fragili e bisognose di sostegno e di aiuto; e nel tenere alto il profilo di questo servizio fondato anche sulla spiritualità e sulla formazione continua”, e – con un pensiero all’invasione dell’Ucraina e alle vittime innocenti e ai profughi per i quali Casa Rosetta ha offerto disponibilità all’accoglienza – ha ricordato anche l’impegno per la pace che “è compito non soltanto dei capi di Stato e di governo: la pace dobbiamo costruirla tutti, ogni giorno, anche nella nostra vita quotidiana: sforzandoci di superare le nostre incomprensioni, i nostri litigi, sforzandoci di ascoltare, comprendere, chiedere scusa quando sbagliamo; con umiltà, con mitezza. La pace nel mondo – ha aggiunto il presidente dell’associazione – si costruisce con queste cose, che possono sembrare piccole o inefficaci. Ma sono essenziali, queste cose: serve un cuore aperto, e senza questo sono inutili – e vorrei dire anche ipocriti – i proclami, le marce, i post sui social, le bandiere sventolate”.

Il vescovo Russotto rispondendo al saluto di benvenuto a sua volta ha commentato: “E’ grazie a persone così generose, come lo è stato don Vincenzo Sorce, che voi oggi potete trovare un raggio di speranza, un raggio di sole nell’inverno di questa
esistenza”.

 

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