Il vescovo non celebra la funzione di San Michele a causa di un calo di voce. Il vicario Castelli esorta alla prospettiva: “Il punto focale è Gesù”

Mercoledì 29 settembre la città di Caltanissetta si ferma per rinnovare la propria devozione al Santo Patrono San Michele Arcangelo. Alle 10,30 del mattino la messa in Cattedrale con il solenne pontificale del vescovo che per la prima volta è stato celebrato dal vicario Onofrio Castelli. Monsignor Russotto non ha potuto presenziare a causa di un raffreddore e un calo di voce che aveva già accusato nella celebrazione del 27 settembre scorso in occasione del 18° anniversario da vescovo di Caltanissetta.

Una cerimonia scandita dai riti: il simulacro del Santo patrono ai piedi dell’altare e l’offerta di un cero votivo da parte del sindaco in segno di devozione della città al suo patrono. Ma anche segnata da parole di prospettiva che solitamente il Vescovo dispensa nelle sue omelie. Questa volta inaspettatamente il presule nisseno non ha potuto partecipare alla messa e a celebrare la funzione è stato il vicario. Nella sua omelia Castelli ha sottolineato di essere “un semplice sacerdote e non il Vescovo” e così si è presentato alle tante autorità presenti invitando ognuno a fare la propria parte. “Avere il coraggio di scrollarci la stanchezza di un anno e mezzo di pandemia e a non farci vincere dall’abbattimento dovuto alle problematiche economiche e sociali andando incontro a tutti, nessuno escluso”, ha detto Castelli. “Abbattiamo anche le barriere ideologiche che non ci devono essere nel servizio, non possono esserci barriere che ci separano. San Michele che indefesso serve Dio e si è battuto per la nostra città ci ispiri a batterci ancora per la nostra città, per il nostro Paese e per il nostro territorio che tanta ricchezza vanta e racconta”.

Poi il vicario del Vescovo ha fatto un parallelismo tra la lettura della Parola di oggi e la tecnica della prospettiva che nasce nel Rinascimento. “Con la prospettiva si ha la profondità e le cose ritratte occupano la loro giusta dimensione. C’è un punto di fuga che fa funzionare tutto, il punto focale. Questo punto focale è Cristo Gesù”. Con un messaggio sottotraccia la Diocesi nissena invita dunque le autorità civili ad adottare una visione d’insieme per avere la giusta prospettiva sul futuro della città; ad affrontare le situazioni ognuna nella sua reale dimensione nell’ambito di un quadro complessivo di cui bisogna avere sempre contezza. Così il vescovo Mario Russotto ha fatto parlare il suo silenzio.

Quest’anno, per la seconda volta consecutiva a causa delle restrizioni anti covid, non si celebra la tradizionale processione.

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