Il trionfo del rapper detenuto. La direttrice Miccichè: “vittoria della Giustizia minorile”

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Un rapper milanese diciottenne, Josciua Algeri vincitore del 23° Festival Città di Caltanissetta con la canzone “A testa alta” scritta tra le mura dell’Istituto penale “Beccaria”, dove rimarrà fino al 14 settembre. Trionfa grazie alla lungimiranza della giuria del Festival organizzato da Tony Maganuco e a quella della direttrice del IPM di Caltanissetta, Nuccia Miccichè, che è stata per un anno direttrice anche al Beccaria di Milano dove ha conosciuto Josciua. Premiato da un mito come  Red Canzian dei Pooh, per Josciua si aprono le porte del mondo della discografia.

Josciua Algeri è diventato rapper grazie a un progetto hip hop promosso dentro la struttura milanese, poi gemellata con l’Ipm di Caltanissetta, diretto da Nuccia Miccichè che ha avuto l’idea di farlo partecipare al Festival di Caltanissetta. Anche al carcere minorile nisseno è stato avviato il progetto Hip hop e anche qui, come a Milano, l’insegnante è stato il rapper milanese Fabrizio Bruno.

A promuovere la partecipazione di Josciua al Festival, dunque, la direttrice del carcere minorile nisseno, Nuccia Miccichè.  “Josciua – spiega – ha iniziato con noi a fare Rap. Questo è il successo della giustizia minorile. E’ la dimostrazione che quando ci si crede, gli obiettivi si raggiungono. Speriamo che la vita confermi la nostra gioia, dandogli possibilità”. Josciua è la punta di diamante di un progetto esteso a tutti i ragazzi dell’Istituto. “Ringrazio il dipartimento giustizia minorile, il direttore del centro giustizia minorile di Milano la dottoressa Flavia Croce, il magistrato di sorveglianza, Emanuela Gorra e la Polizia penitenziaria che lo ha accompagnato, il comandante Frazzitta e l’assistente capo Cannizzo che hano trepidato con noi in teatro in attesa del verdetto”. Dello stesso tenore le parole di uno dei più stretti collaboratori della direttrice, Enzo Indorato, coordinatore degli educatori del Ipm. “Oggi, è il giorno migliore per un educatore. Questa è promozione della legalità, non fatta di parole”.

Red Canzian spiega perchè ha apprezzato il rap di Josciua. “Io adoro tutto ciò che è vero e questo ragazzo fa il rap che piace a me, come quello dei neri americani, quelli che hanno qualcosa per cui arrabbiarsi e protestare. Lui è in prigione, in galera al Beccaria a Milano, ha avuto un permesso per venire qui. Quando l’ho chiamato in camerino per conoscerlo mi ha detto: ho sbagliato ed è giusto che io paghi. Gli ho detto che il giorno dopo che esce, lo aspetto a Milano in studio, perchè è un ragazzo che va seguito per le qualità che ha accumulato”. Red Canzian è anche il presidente e ideatore della Fondazione Q, con cui produce giovani talenti. “Io cerco cose particolari, quindi uno come lui che ha la capacità di affrontare i suoi problemi e di dirli con una semplicità incredibile, spogliandosi di tutto, è sicuramente da premiare. E poi anche la seconda classificata, Claudia Iacono, se viene seguita bene con la produzione giusta è una forza della natura. Cerco cose particolari e strane che la discografia non prenderebbe mai, ma dietro ci sono anni di amore, passione, eccellenza e studio e allora bisogna cominciare a premiare chi studia e non solo chi va a fare il pagliaccio in televisione e resta chiuso in una casa due mesi e diventa una star”.

Qualcosa di speciale come fu lei? musicista scelto dai Pooh, sebbene non suonasse il basso, strumento che cercavano.

“Io suonavo la chitarra però mi han preso perchè c’è stato quell’incontro, ecco perchè ho chiesto ai ragazzi di incontrarli e conoscerli uno per uno, perchè con i Pooh c’è stato quell’incontro, loro hanno visto che umanamente c’era la materia per essere uno di loro, al di là del fatto che io suonassi la chitarra, se sei un musicista passi da uno strumento all’altro in poco tempo. Io mi identifico molto in questi ragazzi che vanno davanti al boia per farsi giudicare”.

Josciua è molto emozionato ma lucido dopo la premiazione. “Non ho mai provato sensazioni così forti, voglio ringraziare tutte le persone che hanno creduto in me. Questa canzone è maturata all’istituto penale minorile di Milano, ma anche al Malaspina di Palermo, voglio ringraziare tutti i detenuti, è anche grazie a loro se ho avuto queste spinte e questi stimoli”.

Quanto c’entra la strada delle periferie nel brano “A testa alta”?

“Io ho vissuto la strada e non ho rancori e pentimenti. La strada mi ha insegnato tante cose e tanti valori, mi ha insegnato anche a stare al mondo. Ho fatto tanti errori, adesso voglio camminare a testa alta e spero che Dio possa dare ai ragazzi di strada la speranza di credere sempre ai sogni che in questo istante per me si sono realizzati”.

Tony Maganuco è il patron del Festival città di Caltanissetta. “Il festival oggi è un patrimonio della città. Nonostante le canzoni presentate siano tutte inedite, il pubblico ha gremito il teatro. Questa formula, con la presenza della giuria tecnica, offre un’opportunità concreta ai ragazzi. Red Canzian li ha chiamati uno ad uno ed ha voluto parlargli, avere un contatto. Sono nate anche prospettive importanti per alcuni di loro. Questo fa del Festival un riferimento nazionale per i giovani talenti”. Il vincitore accede alle pre-finali di Castrocaro e insieme al secondo vanno al premio “Eleonora Lavore”, concorso in collaborazione con Mediaset. Maganuco ritiene vinta la scommessa di mettere sul palco tre presentatori poco conosciuti con caratteristiche originali, Toto Venti e Donatelo Polizzi, tra l’altro conduttori radiofonici, e con loro Mariangela Rizza. “La radio ti dà una marcia in più per presentare un evento”. “Forse quello che manca adesso è la ripresa da parte di un network nazionale dell’evento, cosa per cui il Festival è ormai pienamente maturo”, spiega Tony Maganuco.

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