Il talentuoso Alessandro Derrigo della scuola di danza Tersicore incanta la Scala di Milano

174

Ancora una volta la scuola di danza “Tersicore” diretta da Olga Giliberto si riconferma sensibile fucina di talentuosi ballerini pronti a calcare le scene dei più insigni palcoscenici nazionali ed internazionali.

Questa volta è stato il turno di Alessandro Derrigo, giovanissimo danzatore nisseno di soli dieci anni, che nei giorni scorsi ha superato brillantemente l’audizione presso la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala della città di Milano. Tale ambizioso risultato rappresenta il lieto coronamento di un fervido impegno da sempre profuso dallo stesso Alessandro, sin dall’età di cinque anni. L’eleganza, il contegno grave, la diligenza sono alcuni dei tratti distintivi che lo caratterizzano. L’assidua dedizione alla danza, mai disgiunta dal desiderio di perfezionarsi costantemente, gli ha consentito di raggiungere esimi risultati, distinguendosi sempre negli stage cui ha partecipato. Vittorio Alfieri avrebbe detto “volli, e volli sempre, e fortissimamente volli” per sottolineare la ferma volontà di proseguire i propri studi, segno di come i desideri possano trasformarsi in realtà se suffragati da industrioso impegno.

Anche durante i mesi di lockdown, ineluttabile conseguenza del dilagare del virus, Alessandro ha continuato il suo esercizio, con alacrità, mai scoraggiandosi, anzi affinando la tecnica classica tanto da riscuotere il plauso della commissione giudicatrice. L’impegno di Alessandro, nel mondo della danza come in quello scolastico, è il segno tangibile di come la danza non sia prerogativa del mondo femminile, ma, anzi, necessiti l’armonica unione di entrambi.

L’auspicio della sua insegnante, Olga Giliberto, è quello di poter assistere al proliferare di altri talenti sicchè, sulla scia di Alessandro, trovino la pertinacia di portare avanti gli studi e, contestualmente, la forza di scardinare l’erronea e popolare credenza che la danza sia tabù per gli uomini.

Ad Alessandro vanno i più sentiti rallegramenti della comunità nissena affinché possa proseguire il suo nobile impegno artistico nella città di Milano rappresentando, pertanto, onorevolmente la città di Caltanissetta in Italia e, nel futuro, come ci si auspica, nel mondo.

Matteo Canta

 

Commenta su Facebook