Il suicidio di Giuseppe Greco. L'Assessore Firrone: "Rammarico per un padre di famiglia vittima del disagio".

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Giuseppe Firrone“Sono rimasto molto scosso da quanto accaduto ad una persona rispettabile che conoscevo”. Così l’Assessore ai Servizi Sociali, Giuseppe Firrone, si è espresso sul suicidio di Giuseppe Greco, agricoltore di 56 anni di Caltanissetta, che si è tolto la vita la scorsa notte nella sua abitazione rurale, mentre nelle altre stanze dormivano la moglie ed i 5 figli. Probabilmente l’uomo, in evidenti ristrettezze economiche, viveva con disagio tale situazione ma ha sempre mantenuto un grande riserbo. Forse il pudore e la dignità di voler farcela da solo a tirare avanti una famiglia di sette persone, hanno fatto prevalere il senso di disagio, e così ha deciso di farla finita. L’uomo, infatti, non risulta nell’elenco delle persone in carico ai servizi sociali, non aveva mai fatto richiesta di un sussidio. L’assessore Giuseppe Firrone, informato dal parroco della Cattedrale, Padre Canalella, di quanto accaduto in contrada Niscima, intorno alle 8 del mattino si è recato dalla famiglia. Il Comune si farà carico dei funerali e di tutte le spese necessarie. Inoltre gli assistenti sociali hanno preso in carico la famiglia e soprattutto i figli più piccoli, per un sostegno psicologico. Lo staff degli operatori socio-assistenziali provvederà anche agli aspetti burocratici per i diversi interventi di supporto che potranno essere approntati.

Poveri in filaGrande il rammarico dell’Assessore Firrone per “non essere arrivati in tempo a conoscere tale situazione di disagio”. Negli ultimi mesi i Servizi Sociali sono impegnati in un’incessante lavoro per cambiare profondamente le modalità di erogazione del servizio a partire dai controlli e dal monitoraggio delle famiglie e dei soggetti che richiedono i sussidi. Oltre al protocollo con la Guardia di Finanza, l’Assessorato ha avviato protocolli con l’Inps e l’Inail con i cui è possibile scoprire i “falsi poveri” o i “poveri di professione”. Nei giorni scorsi ben sette soggetti sono stati depennati dall’elenco dei Servizi Sociali quali beneficiari del sussidio, in quanto si è scoperto che percepivano contemporaneamente un’indennità da infortunio sul lavoro. A fronte di cittadini e padri di famiglia disperati che per dignità non chiedono un sussidio, ci sono altri concittadini che tentato di approfittare. “Con i protocolli – spiega l’Assessore Giuseppe Firrone – abbiamo i report e possiamo capire la mappa della povertà, la situazione della presa in carico della persona e della famiglia, quello che gli abbiamo dato, il disagio reale che patisce”. Proprio perchè le povertà e il disagio colpiscono fasce sempre più ampie della popolazione, “l’assessorato ha avviato il monitoraggio e la presa in carico per evitare la questua di cittadini in fila davanti la sede dei Servizi Sociali. Adesso chiamiamo il soggetto a casa, fissiamo un colloquio e appuntamenti personalizzati. Nella gestione e nell’erogazione del servizio non ci sono più le situazioni da terzo mondo”. Un’azione, quella descritta dall’Assessore, necessaria per rendere i Servizi Sociali più rispondenti alle nuove povertà del Terzo Millennio che in tempo di crisi erodono fasce sempre più vaste di famiglie di lavoratori che non riescono però ad arrivare a fine mese con le famiglie.

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