Il Sottosegretario Faraone a Caltanissetta per parlare di Scuola tra immissioni in ruolo ed edilizia scolastica

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Un vero e proprio tour quello del Sottosegretario all’istruzione Davide Faraone a Caltanissetta. Faraone, uno dei leader di punta 1506962_10204937344726953_132785886521666700_ndel Pd nazionale, divenuto sottosegretario alla Scuola del governo Renzi dopo analogo incarico in seno alla segreteria del partito, ha visitato tre scuole non prima di una visita al Presidente della Corte d’Appello Salvatore Cardinale a cui ha garantito un impegno diretto affinché nell’ambito della riforma della geografia delle sedi di distretto giudiziario il patrimonio giuridico rappresentato dall’esperienza nissena non venga perso.
La prima scuola visitata è stato l’IIS “Luigi Russo” della Preside Annalisa Fazia, in cui è stato inaugurato un nuovo laboratorio di chimica. (nella foto a destra l’incontro all’IIS “Russo”, a sinistra l’orchestra della Pietro Leone)
IMG_9533Faraone è stato accompagnato da numerosi dirigenti e iscritti del Partito Democratico. Tra gli altri il segretario provinciale, Giuseppe Gallè e il componente della direzione regionale, Vito Margherita.
Alla Pietro Leone, insieme agli assessori comunali Amedeo Falci e Luigi Zagarrio, l’associazione Terzo Paesaggio, il dirigente scolastico dell’Istituto Agrario e Alberghiero, Bruno Lupica. Il sottosegretario Faraone ha inaugurato il progetto “Cibo dal Cielo”. Un innovativo progetto di agricoltura urbana che coinvolgerà i ragazzi nella realizzazione di un orto scolastico sul tetto, voluto dalla preside Vincenza Mancuso.
“Quando si parla alla scuola si parla alla città. Pensiamo che la scuola sia una comunità che ha senso se è sinergia con il territorio e l’università oltreché con il mondo del lavoro. Si visita una società non un istituto”, ha detto Faraone ai microfoni di Radio CL1.
Il Sottosegretario all’Istruzione ha inteso dedicare la visita esclusivamente ai temi della scuola, evitando di entrare nel merito di dinamiche politiche in seno al partito, tantomeno quelle locali.1506453_10204936581187865_7476429013018902104_n
Sulla scuola è stato presentato da pochi giorni il disegno di legge che prevede l’immissione in ruolo principalmente dei precari delle graduatorie a esaurimento.  Oltre centomila insegnanti.
Alla domanda riguardante alcuni mal di pancia nel mondo del precariato scolastico, dei precari che rimarrebbero fuori da questa prima grande immissione in ruolo, quelli delle graduatorie  d’istituto e gli abilitati con percorsi alternativi, Faraone ha risposto chiaramente.
“Quando si fanno riforme ci sono sempre mal di pancia, però questo governo ha deciso di essere un governo che decide, non un governo che galleggia. Siamo investendo molto per la scuola sotto il profilo economico. Dopo (a settembre, se il Parlamento farà in fretta, ndr)  ci sarà una grossa immissione di insegnanti di ruolo che in questi anni hanno fatto i precari e che adesso diventeranno insegnanti a tutti gli effetti. E dal prossimo anno si entrerà nel mondo della scuola, come in tutti i paesi europei, per concorso e questo mi sembra un fatto di civiltà”.
“A metà aprile sarà presentata la mappa del l’edilizia scolastica del Paese, ma la Sicilia è una delle cinque regioni che non ha presentato i propri dati. La mappa è importante, perché finalmente un genitore che deve iscrivere il proprio figlio a scuola potrà accertarsi delle condizioni di ogni singolo istituto accedendo a un sito in cui verranno caricati questi dati”, ha detto il sottosegretario alla Pubblica istruzione, Davide Faraone, in visita a Caltanissetta.
Dopo l’appuntamento alla Leone, Farone ha incontrato i dirigenti scolastici di alcuni istituti delle province di Enna e Caltanissetta. “Abbiamo in mente una riforma del sistema scolastico – ha spiegato Faraone – nella quale impiegare maggiori risorse economiche, ed è quello che il governo sta facendo. Non abbiamo, come qualcuno ci chiedeva, fatto un decreto legge solo per assumere i docenti precari. La loro assunzione ha senso solo se inserita in un progetto unico, altrimenti avremmo rischiato di creare un ‘assumificio’ selvaggio che non porterebbe a nulla”.

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