“Il solito pranzo”, il film scritto da Aldo Rapè e diretto da Andrea Valentino. Martedì tappa a S. Cataldo per le riprese

In epoca di antimafia delle parole, un film sul valore delle parole di uomini e donne immortali. “Il solito pranzo” è un cortometraggio scritto da Aldo Rapè e diretto da Andrea Valentino, girato dal 24 marzo al 1° aprile 2021 tra la Campania e la Sicilia. Con il sostegno del MiBACT e della SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea 2019”. Con il contributo di Confcommercio Sicilia, Camera di Commercio Sud Est Sicilia, Sicilia Film Commission, BCC Credito Cooperativo “G. Toniolo” di San Cataldo (CL), Regione Campania e Film Commission Campania.

Il Solito Pranzo. Un pranzo come tanti, in una casa come tante, in una città come tante, in un giorno come tanti ma che si ripete spesso. Il clima è gioioso. I convitati però non sono persone come tante. Un “solito pranzo” per vigilare e, per un giorno, poter festeggiare nuovamente la proprio rinascita. Cognomi eccellenti in attesa di giustizia. Nella speranza che un giorno le loro idee potranno continuare a camminare davvero sulle gambe dei vivi.

Un bimbo in bici è protagonista della narrazione cinematografica per la memoria di una terra che vuole vivere nel presente e proiettarsi nel futuro. La memoria storica come punto di forza del nostro essere cittadini: la sua valorizzazione è fondamentale per promuovere uno sviluppo sociale e civile concreto e sano.

Recuperare l’attenzione per la perduta umanità. Sensibilizzare, attraverso i processi culturali e le storie vissute, un cammino efficace che restituisca ai cittadini e, soprattutto alle giovani generazioni, la speranza per un futuro e una qualità di vita migliore.

“Il Solito Pranzo – scrive Giovanni Impastato – è un film pensato soprattutto pensato per le nuove generazioni. Ricordare e portare al continuo rinnovamento della memoria e alla conoscenza dei personaggi che hanno cambiato in qualche modo la nostra vita e, soprattutto, il nostro modo di pensare facendo venir vuori quello che è uno dei problemi atavici del nostro Paese. Questo è l’obiettivo più importante del film: continuare a ricordare e a far conoscere personaggi che hanno fatto la storia” (Andrea Valentino)“In questo momento soprattutto abbiamo tantissimo bisogno di parole che devono diventare messaggi importanti perchè viviamo una situazione davvero difficile. C’è molta indifferenza, stiamo entrando in una fase molto complicata che è la fase della rassegnazione e le persone rassegnate a me fanno una grande paura perché sono quelle persone che non hanno bisogno della verità”.

“Credo che il nostro Paese abbia un problema a rapportarsi con chi si è sacrificato per la giustizia – dice Aldo Rapè -. Non è un problema verbale o di pubblicizzazione della memoria perché questo lo si fa spesso attraverso tante manifestazioni, programmi televisivi. Prima quinta osserva il mondo come gira e ne coglie le urgenze. “Il Solito Pranzo” racconta proprio questo: intorno a una tavola imbandita ci sono personaggi eccellenti che si riuniscono e che sono lì semplicemente per un confronto tra persone che non ci sono più e persone che ci sono, tra parole dette e quelle, purtroppo, non dette”.

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