Il sindaco Campisi a Calafato. "Macchinazioni, non credo tu abbia redatto quel comunicato"

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“Caro Salvatore. Leggo stamattina il Tuo comunicato stampa, con il quale mi comunichi le Tue irrevocabili dimissioni. Mi perdonerai se non credo che il documento sia stato da Te redatto, od almeno non esclusivamente”. Inizia così la lettera del sindaco Michele Campisi all’assessore dimissionario Andrea Calafato, dal 2011 nella giunta per volere espresso dello stesso sindaco.

“Per Tua sfortuna conosco troppo bene, sia il Tuo stile epistolare, sia i Tuoi tempi di sintesi dei documenti, circostanza che certamente non rende credibile, ne a me, ne a quanti Ti conoscono e con Te hanno lavorato, la tesi che quanto di cui parliamo sia farina del Tuo sacco, ma è più verosimilmente ispirata da alcuni Tuoi adulatori, che, Caro Salvatore, scoprirai presto con Tua delusione, di essere le Tue Sirene di Ulisse”.

“Non posso infatti fare a meno di rilevare che quanto da Te provocato, in maniera ingiustificabilmente pretestuosa, arriva in seguito al successo del mio colloquio con il Leader dell’N.C.D. Angelino Alfano, a Te ampiamente partecipato, che mi ha dato la più ampia disponibilità alla Mia ricandidatura, da Te fino ad oggi pubblicamente ed apertamente sostenuta (almeno solo apparentemente come purtroppo devo constatare), al contrario di quanto leggo oggi nel Tuo comunicato”.

“Il Tuo gesto, caro Salvatore, si presenta oggi come l’ennesimo colpo di piccone, oltre che’ alla mia persona, contro una coalizione di Centro Destra, che alla disponibilità del sottoscritto a fare un passo indietro, non ha ancora espresso ulteriori e credibili alternative, fatto questo, certamente estraneo alle mie responsabilità; se unico demerito può essermi attribuito è quello di mettere a disposizione la mia esperienza e la mia faccia, a servizio di una Città che ho amato ed amo oggi come non mai”.

“Sono rammaricato che Tu non abbia in alcun modo tenuto conto degli obblighi di Lealtà che ci legano, non solo come Sindaco ed Assessore, ma come Amici, preferendo Tu affidare agli Organi di informazione il Tuo documento, prima di averne discusso con me, che anche in virtù del profondo rapporto fiduciario che ci ha legato, T i ho voluto accanto a me in questi lunghi, faticosi ed indimenticabili anni di Amministrazione della Nostra Amata Città”.

“Caro Salvatore, sono rammaricato di aver riconosciuto anche nel tuo ingiustificabile modo di operare, un cliché che ha contraddistinto un modus operandi finalizzato più a distruggere che a costruire”.

“Proprio Tu che, dimenticando che la Nostra Amicizia ti ha accreditato ad un livello di fiducia incondizionato rispetto ai Tuoi colleghi che se la sono dovuta, con successo, guadagnare, mi ha permesso di affrontare e superare le pressioni, di chi, a gran voce e pubblicamente mi ha chiesto in questi anni le Tue dimissioni, ritenendoti inadeguato all’importante e nodale ruolo che ti avevo affidato, sottolineandomi tue continue assenze in Consiglio Comunale, nelle Commissioni Consiliari permanenti, e anche nei normali compiti di Istituto, pressioni, che come sai bene, non hanno in alcun modo influenzato il mio giudizio nei Tuoi confronti”.

“Amicizia che, nonostante gli attacchi che subivo sulla tua permanenza in squadra, mi ha più volte portato ad indirizzarele azioni dei Tuoi colleghi, a venirti in aiuto, dimostrandoti abnegazione, spirito di gruppo e di servizio, ogni volta che Ti hanno visto in difficoltà. Puoi tu onestamente dire di avere fatto la stessa cosa nei loro confronti?

A proposito dei Tuoi Colleghi Assessori, come puoi avere dimenticato di ringraziarLi, come doverosamente hai fatto con i Dipendenti Comunali?

Non pensi che sarebbe stato un Tuo dovere, per l’aiuto e arricchimento che hai da Loro ricevuto in termini professionali e politici, qualità che con delusione scopro non avere fatto presa su di Te sotto il profilo umano, come dimostra il tuo gesto, che prende pretestuosamente spunto da un fatto di nessun significato (nomina di un esperto a titolo gratuito), pregnato esclusivamente da immaturità ed opportunismo?”

“Come puoi avere recepito così poco dal dono che hai ricevuto di poter servire la Collettività in una temprante esperienza amministrativa caratterizzata dal lavoro di squadra? E che dire, caro Salvatore, del Tuo ingiustificabile atteggiamento, proprio nei confronti di quel lavoro di squadra che oggi disconosci dopo averne goduto dei frutti, intestandoti in maniera surreale ed in prima persona il merito di avere risanato da solo il Comune di Caltanissetta?”

“Non sarebbe stato forse più onesto da parte Tua dare atto, al termine della Tua esperienza, di tutti i provvedimenti fiscali e di sviluppo economico che sono stati elaborati e firmati dai Tuoi Colleghi Assessori e dagli Esperti, lavoro dei quali oggi è da Te ancora più inspiegabilmente disconosciuto, dopo averne copiosamente beneficiato?”

“Per fare solo alcuni esempi, non sarebbe stato corretto dare atto del prezioso ed infungibile contributo del lavoro di rientro dall’indebitamento e della soluzione di numerose problematiche giuridiche condotte dall’Avv. Giacomo Lo Presti, delle innumerevoli proposte in materia di sviluppo economico del sistema agricolo portate avanti dal Dott. Angelo Failla, non ultima il marchio di qualità di Denominazione Comunale, il contributo dell’Avv. Manuela Cigna sulle problematiche delle Risorse Umane?”

“Ma mi chiedo caro Salvatore, come puoi parlare di clientela politica nell’affidamento degli incarichi agli esperti, proprio Tu, Assessore al Bilancio fino a oggi, che sai bene di quanto si sono ridotte le spese per consulenze esterne nell’Amministrazione Attiva rispetto alle precedenti, e soprattutto essendo le Consulenze a servizio proprio dei settori che Tu hai amministrato?”

“Ed in ogni caso non ti sembra troppo tardi? Troppi elementi, caro Salvatore, che depongono a favore della mia tesi iniziale della tua solo apparente predefinizione come Attore Intrinseco di tale elaborata macchinazione, nel contesto, ti accorgerai Tuo malgrado, di essere solo spettatore. Consentimi, caro ex Collaboratore, un ultimo apprezzamento, prima di accettare, senza dubbio alcuno e rimpianti (se non quello di averlo fatto prima) le tue dimissioni.

Se dubbio può rimanere sul modo che Tu hai dimostrato di fare politica, è certo che  quanto di buono potrai o potresti avere fatto è stato irrimediabilmente annientato e mortificato con il Tuo ultimo gesto. Senza amore e lealtà, caro Salvatore niente ha significato. I Tuoi ormai ex colleghi aderendo al Mio modo di fare politica, hanno dimostrato, nelle enormi difficoltà quotidiane, coraggio, lealtà, spirito di servizio e abnegazione, qualità, caro Salvatore che purtroppo non potrò più ricordare in Te, qualsiasi sia il destino del progetto politico che abbiamo portato aventi in questi anni.

Salutandoti ti auguro ogni successo per la prosecuzione delle tua carriera politica”.

Michele Campisi

 

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