Il "sindacalista delle famiglie" a Casa Rosetta. Belletti "problema non è famiglia ma le politiche familiari"

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Il “sindacalista delle famiglie” a Casa Rosetta. È così che si è subito definito Francesco Belletti, presidente nazionale del Forum delle Associazioni Familiari, incontrando più di cinquanta operatori di Casa Rosetta, riuniti mercoledì all’Eremo “don Limone” per seguire il suo Seminario.
L’intero personale amministrativo, tutti i Direttori e gli Assistenti Sociali delle strutture di Casa Famiglia Rosetta, Terra Promessa e L’Oasi hanno seguito per l’intera mattinata, con autentico interesse, un “sindacalista” competente, pacato ma sinceramente appassionato al “tema” e non solo al “problema famiglie” nel nostro Paese.
Perché oggi, con tutta evidenza, il problema non sono le famiglie, ma le politiche familiari.
Dopo un’approfondita introduzione sul concetto di famiglia tradizionale, nel senso etimologico di istituto sociale così come tramandato dal passato e proiettato verso il futuro, il dr. Belletti ha indentificato in essa il luogo della libertà e della responsabilità in cui si incontrano valori, desideri, progetti, difficoltà, sfide. “La famiglia felice non è quella che non attraversa difficoltà, ma quella che le affronta rimanendo salda nei valori che si è data quando ha intrapreso il progetto di costruire una vita in comune.” Organizzazione sociale e organizzazione familiare dovrebbero quindi essere strettamente collegate ma, purtroppo, oggi, si assiste ad una sorta di “privatizzazione” della famiglia, per cui è venuto meno, progressivamente, il suo riconoscimento quale cellula fondamentale della società, tanto che i lavoratori sono trattati come individui e non come componenti di un nucleo familiare, cosa che ha forti ripercussioni economiche e nell’organizzazione del lavoro.
Fondata sulla libertà, generatrice di responsabilità, la famiglia rivendica con forza la sua rilevanza pubblica in quanto spazio di coesione sociale, solidarietà e garanzia di diritti.
E non si deve dimenticare che essa realmente costruisce la società e il futuro: in quanto crocevia tra sessi e generazioni è luogo in cui si protegge la felicità, si generano figli e li si educa, ci si prende cura dei genitori e li si assiste, ci si assiste e sostiene l’un l’altro, e tutto ciò ha una funzione sociale importantissima. In sintesi, è la famiglia che custodisce il passato e genera il futuro.
L’incontro con gli operatori dei Centri ha favorevolmente colpito il dr. Belletti che, insieme a don Vincenzo Sorce fa parte del Comitato Scientifico delle Settimane Sociali dei Cattolici. Di particolare rilevanza, a suo dire, l’evidente opera di sostegno, prossimità, accompagnamento delle famiglie in difficoltà da parte di Casa Rosetta, Terra Promessa, l’Oasi. Così come, non di secondaria importanza, il ruolo che don Sorce ha, da anni, affidato alla cura della bellezza dei luoghi e degli spazi, come mezzo di accoglienza, riabilitazione, promozione delle persone. Non assistenza, dunque, ma accompagnamento e sostegno per affrontare e risolvere problemi e disagi.
Interpellato, poi, sulle politiche nazionali per la famiglia, il Dr. Belletti ha, senza mezzi termini, definito gli ultimi dieci anni  come il “tempo delle parole”.
“In testa all’agenda del governo e del parlamento, aldilà dei proclami e delle dichiarazioni, paiono esservi stati solo l’economia e un concetto di assistenza che finisce per delegare alla famiglia tutto il peso della cura di anziani, malati, bambini, giovani. L’unico segnale positivo è stato il Piano Nazionale per la Famiglia varato nel 2012, pieno di buoni propositi rimasti, purtroppo, inattuati. Per questo motivo è necessario mobilitarsi, fare cittadinanza attiva. Ed è questo lo scopo del Forum delle Associazioni Familiari – dice il dr. Belletti – Pochi i segnali positivi, come il bouns bebè, ma assolutamente insufficienti e dallo sguardo troppo corto. Quello di cui il nostro Paese ha bisogno sono delle serie politiche che sostengano e ricostruiscano la famiglia, perché essa continua ad essere il vero fondamento di una società giusta e solidale.”

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