Il segretario della CEI, Mons. Crociata in città. "Don Naro e Don Puglisi. Stessa fede, modi diversi di antimafia".

1118

Crociata - Don SorceAffollatissimo convegno al villaggio Santa Maria dei Poveri di Casa famiglia Rosetta a Caltanissetta, per la presentazione del nuovo libro di Don Vincenzo Sorce, “Lo sguardo dell’Aquila” che raccoglie pensieri, esperienze di vita vissuta a fianco del suo amico e collega Don Cataldo Naro, arcivescovo di Monreale e nisseno di origine, essendo di San Cataldo. Il volume, edito dalle Paoline, vede la prefazione di Monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza episcopale italiana che lunedì pomeriggio è stato a Caltanissetta per partecipare al dibattito insieme al giornalista de La Sicilia, Giuseppe Di Fazio. “Naro fu un lucido convinto avversario della mafia, ma non nel senso del prete o degli uomini antimafia, ma nel senso della coltivazione della fede, del senso cristiano della vita, che è di per se qualcosa di antitetico alla mafia. Il fatto di esserci in senso autentico, persone di cultura in senso pieno, è già qualcosa di incompatibile con la mafia. In questo senso la radice culturale e di fede per Don Pino Puglisi e Don Cataldo Naro è la stessa, nell’un caso andando al martirio, nell’altro vivendo in maniera piena l’essere Vescovo”, afferma Mons. Crociata.

Lo sguardo dell’Aquila è lo sguardo di chi vuole volare alto come la chiesa, gli abbiamo chiesto. “L’immagine dell’aquila – spiega il segretario Giovanbattista Tona - Casa rosettagenerale della CEI – esprime bene due cose, la capacità di vedere dall’alto l’insieme ma anche la capacità di penetrare fin nei minimi particolari e questo Don Naro è riuscito a sintetizzarlo nella sua esperienza umana e intellettuale. Ha dato un esempio, un modello, ispirando un modo di affrontare le cose non perdendo di vista l’insieme ma anche sapendo guardare alle persone, ai problemi e ai possibili percorsi di speranza e di ripresa”.

“Monsignor Naro, dopo di me, è stata la persone che di più ha colto il senso di questo progetto partito da Caltanissetta e diffuso nel mondo che è Casa Rosetta”. Lo afferma alla presentazione del suo libro, “Lo sguardo dell’Aquila”, Don vincenzo Sorce, presidente di Casa Rosetta. “Per questo è stato nel Cda e con me ha condiviso il cammino fatto di problemi e di difficoltà, le idee e i progetti. Casa Rosetta è una presenza nel mondo, partita da Caltanissetta, in Italia, Brasile, Africa, Europa dell’Est. E’ la capacità di tradurre la fede in impegno, farsi carico dei nuovi poveri. Mons. Naro ha parlato di santità e legalità. Dove ci si occupa di poveri e di nuovi diritti si contribuisce a formare la legalità, a crearla e contemporaneamente a promuovere la sanità come impegno per gli ultimi e la carità”.

Mariano CrociataLa crisi ha cambiato le cose. Per voi, che lavorate con gli ultimi, c’è sempre stata, ma oggi ha anche nuove forme di disagio.

“Un nuovo indicatore di questa realtà sono i giocatori d’azzardo sempre in crescita che esprimono disagio sociale ed esistenziale. I disturbi dell’alimentazione sempre più diffusi. Ci dicono che siamo di fronte a una società malata”, conclude Don Sorce.

Commenta su Facebook