Il presidente di Orgoglio Nisseno: “Basta lamentarsi, servono persone innamorate di questa città”

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Ogni volta che parlo di Caltanissetta con i Nisseni finisce sempre con l’ascoltare i loro lamenti ed i loro anatemi. Capisco pure che i cittadini abbiano tutti i diritti di lamentarsi e di inveire contro quelli che ritengono siano i responsabili del loro malessere e non nascondo che anche io potrei unirmi a loro, nonostante il fatto che a Caltanissetta ci ritorni saltuariamente, ma continuo ancora a considerarla la mia città ed a sentirmi Nisseno.

Ciò premesso però non possiamo fare a meno di concludere che la continua e sterile esternazione delle lamentele non contribuisce minimamente a mutare la situazione.

E’ pur vero che se la città avesse potuto contare su amministratori più capaci, più lungimiranti e più preparati e aperti nei confronti del nuovo che avanzava, forse molti dei problemi che sono ancora oggi sul tappeto avrebbero trovato la loro soluzione. Ma non si può tuttavia negare che un po’ di colpa ce l’abbiano anche coloro che adesso si lamentano ma che nella sostanza li hanno lasciati fare.

Non riesco a giustificare il comportamento di costoro e quindi mi sembra lecito chiedermi se noi tutti nutriamo uguali sentimenti nei confronti della nostra città e se tutti quanti la amiamo  allo stesso modo.

Chissà forse se ciascuno di noi non si sentisse migliore degli altri e provasse a dare un piccolissimo contributo con le sue opere, probabilmente un cambiamento sarebbe ancora possibile.

Ma alla prova dei fatti e della dura realtà non riusciamo a superare gli steccati ideologici e di parte che ci dividono per lavorare insieme nel solo interesse del bene comune.

Caltanissetta è una città che, al pari di tante altre, non riesce a tenere il passo con i tempi che cambiano ad una velocità sostenuta; si sta svuotando lentamente ma inesorabilmente e ha fatto registrare una disoccupazione allarmante (quella giovanile superiore al 60%) e parametri economici fortemente negativi.

Spetta a noi tutti cambiare Caltanissetta, accantoniamo l’idea di un Salvatore della patria, smettiamo di coltivare l’illusione che basti un Sindaco taumaturgo (ma inesistente nella realtà). Dimentichiamo l’idea che il cambiamento possa essere comandato con una bacchetta dall’alto.

L’unica vera speranza risiede nella formazione di una squadra composta da poche  persone competenti, innamorate della città, desiderosi di cambiarla profondamente, senza verità precostituite in tasca, predisposti all’ascolto e che siano in grado di possedere e saper applicare i principi e le regole metodologiche per la stesura di un programma di sopravvivenza e di sviluppo della città eliminando steccati ideologici di ogni tipo.

Io ed i miei amici di Orgoglio Nisseno ci vogliamo provare, chi di voi è disposto a darci una mano? Che si faccia avanti!

 

Vittorio Trupia, Presidente di Orgoglio Nisseno

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