Il presidente Crocetta sul sindaco Abbate: “Pagò scelta di contrastare poteri forti”

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“Andando via da qui nudo, come me ne vado, non c’è bisogno di altra prova per far comprendere che ho governato come un angelo”. Con queste parole di Cervantes a lui care, come è noto a tutti i nisseni, viene ricordato il sindaco di Caltanissetta Michele Abbate ucciso il 7 maggio del 1999.

Queste parole ha utilizzato oggi il presidente della Regione Rosario Crocetta, per dire che forse Abbate “ha pagato la sua scelta di contrastare i poteri forti di questa città”.

“Quello che c’è scritto sulla lapide, la frase di Cervantes, me ne sono andato nudo e nessuna prova può essere può forte che ho governato come un angelo – afferma Crocetta – indica che questa città ha bisogno di riprendere il ragionamento di Abbate e chissà che cosa è stata veramente la morte di Abbate, se tutto è riconducibile all’atto di un disperato o forse i poteri forti di questa città erano fortemente interessati al fatto che lui venisse ucciso”.

“C’era un progetto che Abbate bocciò qualche giorno prima di morire, un progetto che assolutamente non voleva fare, che era quello dell’abbattimento del quartiere Provvidenza. Abbate si era messo in contrasto con i poteri forti di questa città. Il progetto era quello dell’abbattimento del centro storico”.

“Potrebbero esserci tanti motivi dietro la morte di Abbate. Il fatto che Pilato abbia colpito con un coltello a serramanico, che non è così comune averlo, che l’abbia girato dopo avere colpito, significa che non è soltanto un atto emotivo. E’ una morte sulla quale sempre mi sono chiesto interrogativi se oltre a Pilato ci fosse altro, che è l’interrogativo che si pongono tutti i nisseni.

Anche il mio caso, dalle intercettazioni e dai pentiti è venuto fuori che mi dovevano uccidere con una modalità simile, in modo che non sembrasse un attentato di mafia. Ci dobbiamo chiedere questo, Michele Abbate aveva scelto di contrastare i poteri forti di questa città e forse ha pagato anche per questo”, conclude Crocetta.

 

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