Il permesso per accedere nel suo Teatro. Disagi per i lavori nell’ex rifugio e dagli scavi spunta anche l’alta tensione

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Gravi disagi per i lavori di realizzazione del museo di arte moderna nell’ex rifugio anti aereo di via Salita Matteotti, tra Palazzo Moncada e Palazzo del Carmine in centro storico. A subire i più pesanti contraccolpi è il cinema teatro Rosso di San Secondo di Palazzo Moncada il cui accesso risulta completamente interdetto.

La direzione dei lavori ha infatti transennato la via Salita Matteotti e mercoledì mattina il titolare del teatro, Michele Mandalà ha dovuto persino chiedere l’autorizzazione per entrare nella sua proprietà. Nessuna polemica da parte dei proprietari, che si dicono consapevoli dei vantaggi che in futuro avrà l’area, a lavori ultimati, ma si sottolinea che in termini di programmazione i lavori avrebbero dovuto prevedere un passaggio sicuro e decoroso per l’ingresso al cinema.

Il 27 agosto, intanto, inizia la stagione del Teatro Rosso con pesanti incognite. Anche perchè, come accaduto durante i lavori della Grande Piazza, soltanto a scavi ultimati si scoprono condutture, reti e utenze fino ad allora sconosciute. Nel caso di Salita Matteotti,  martedì gli operai impegnati negli scavi hanno scoperto l’esistenza di una condotta elettrica ad alta tensione dell’Enel da 20 mila volt. Una scoperta che ovviamente produrrà ritardi nel cronoprogramma dei lavori la cui conclusione è formalmente prevista per fine gennaio 2016. Una previsione che si basava però sulla data di consegna dei lavori, a gennaio 2015, ma di fatto i veri e propri lavori di cantiere iniziarono molto tempo dopo.

Per la famiglia Mandalà i disagi sono doppi in quanto la tipologia di attività, pubblico spettacolo, prevede afflussi notevoli di persone e tutte le serate in cartello, così come le proiezioni di film, sono frutto di un programma fatto mesi prima. Un programma che va rispettato, se non si vuole incorrere in penali.

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