Il PD su regolamento architettura sostenibile. "Carente, lacunoso e poco chiaro"

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“Dubbi e perplessità sono state avanzate, dal Dipartimento Urbanistica del Partito Democratico di Caltanissetta, sin dalle prime letture della proposta di Regolamento sull’Architettura Sostenibile redatto dagli Assessori della giunta Campisi ed in esame in questi giorni nelle Commissioni Consiliari”. Così il responsabile del dipartimento urbanistica del PD, Giuseppe Rumeo, sottolinea le considerazioni del partito in merito allo strumento urbanistico, ovvero il regolamento per l’architettura sostenibile approvato dalla giunta Campisi, redatto dall’ex assessore Andrea Milazzo sul quale la Commissione Ambiente ha annunciato emendamenti.
“Il Partito Democratico è un fermo assertore dell’importanza per un Comune di dotarsi di uno strumento avanzato come questo, tant’è che già nel 2008 fu proposto dall’allora giunta Messana e approvato dal Consiglio, un regolamento per l’edilizia sostenibile, rimasto poi, per mere vicissitudini burocratiche, del tutto inattuato”.
“Ma il Regolamento attualmente al vaglio delle Commissioni Consiliari appare poco chiaro, carente in parecchi aspetti e lacunoso”.
“Poco chiara – prosegue la nota – è la distinzione tra requisiti obbligatori e facoltativi. Senza, poi, un sistema incentivante, come ad esempio la concessione di bonus volumetrici o la riduzione del contributo sul costo di costruzione, risultano del tutto aleatorie le prescrizioni facoltative rappresentando, pertanto, una pura enunciazione di principi accademici”.
Molto critiche sono le considerazioni riguardo “all’obbligo di allegare agli elaborati progettuali una relazione sull’ “eco bilancio”, di cui non sono definite le modalità di redazione né, tantomeno, precisi riferimenti normativi”.
“L’ecobilancio – prosegue Rumeo – è un sistema di autovalutazione dell’impatto ambientale causato da un’attività produttiva, attraverso una analisi del Ciclo di Vita (Life Cycle Assessment – LCA). Viene ritenuto molto complesso e, per certi versi, inutile per un singolo edificio, (figuriamoci per il progetto di una villetta), poiché le variabili da calcolare sono molteplici e sono riferite a molti componenti con durate e prestazioni differenti tra loro”.
“Ci si chiede se questo obbligo sia realmente utile e attuabile o avrebbe solo l’effetto di gettare nello sconforto un’intera classe professionale già duramente provata dalle crisi economica, oltre che dalle sproporzionate incombenze burocratiche”.
“Molto meno lungimiranti e poco ambiziose appaiono le prescrizioni (obbligatorie?) sul ricorso alle energie rinnovabili. Nonostante il frequente richiamo al D.lgs n. 28 del 2011, il Regolamento prevede requisiti inferiori a quelli sanciti dalla normativa nazionale. Secondo il Decreto Legge dovremmo, già adesso, prevedere la copertura di almeno il 50% del fabbisogno per la produzione di acqua calda sanitaria con pannelli solari, ma nessun obbligo si trova nella proposta di Regolamento. Il D.Lgs prescrive la copertura con fonti di energia rinnovabile (FER) di almeno il 35% (dal 2017 dovrà essere del 50%) del fabbisogno di energia e prevede l’obbligo di installare pannelli fotovoltaici con potenza di almeno 1,52 kW per ogni 100 m2 che salirà a 2 kW dal 2017”.
“Appare del tutto irragionevole quanto previsto dal Regolamento: appena 1kW di potenza di pannelli fotovoltaici (e appena 1,6 kW entro 2020!) per ciascuna unità abitativa, sia che si tratti di un monolocale che di una villa di 1.000 m2”.
“Molte le altre carenze riscontrate nel campo del controllo del raggiungimento del benessere acustico, nelle indicazioni per l’isolamento per le prestazioni estive dell’involucro, nel mancato obbligo di adoperare una percentuale minima di materiali riciclati, nella mancata prescrizione di reti idriche duali e di acqua corrente, di promozione di strade bianche e di obblighi di riduzione delle isole di calore..”.
Il Dipartimento Urbanistica del Partito Democratico “invita il Consiglio Comunale, gli ordini professionali e le associazioni di categoria ad aprire un dibattito pubblico sulla proposta di Regolamento, affinché la città si doti di un efficace strumento di sviluppo, realmente capace di incidere sul rinnovamento del parco edilizio e di migliorare il benessere dei suoi abitanti, evitando di costituire l’ennesima inapplicabile complicazione burocratica, buona solo per essere sbandierata come prestigioso vessillo”.
Queste le considerazioni del Responsabile del Dipartimento Urbanistica del Partito Democratico di Caltanissetta, l’Architetto Pino Rumeo

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