Il mondo del commercio in subbuglio per la zona rossa: “Sacrifici senza risultati”

“Caltanissetta continua ad essere in zona rossa: nonostante le restrizioni, la curva dei contagi continua a salire tanto da costringere a una nuova ordinanza che la proroga nel capoluogo fino al prossimo 14 aprile. Un provvedimento che non piace ai commercianti, già provati dalle restrizioni a cui sono stati costretti finora”. Inizia così la nota di Confcommercio Caltanissetta che avanza una serie di richieste alle istituzioni.

«Nonostante la chiusura dei negozi i contagi non scendono. Ciò significa che il virus non si diffonde nei nostri negozi – afferma Gero Nicoletti, imprenditore del settore abbigliamento e Presidente di Confcommercio – E’ quello che ripetiamo da giorni. Non si possono chiudere alcuni settori e consentire ad altri di creare assembramenti. La nostra non vuole essere una guerra tra poveri, ma gli imprenditori del settore moda stanno soffrendo una condizione di restrizione rigidissima che sta mettendo a dura prova la sopravvivenza delle loro imprese».

«Noi vogliamo tutelare prioritariamente la salute pubblica – sostiene Nicoletti – ma non possiamo sacrificare la nostra dignità, quella delle nostre famiglie e quella dei nostri lavoratori senza ottenere alcun risultato. È giunta l’ora di cambiare registro. Abbiamo chiesto al Sindaco, che è la massima autorità sanitaria della Città, di essere più incisivo nei controlli, di chiedere l’ausilio del Prefetto per verificare che tutti, ma proprio tutti, rispettino le regole. Occorre intensificare la vigilanza del territorio, impedire che il comportamento incosciente di pochi renda vano il sacrificio dei tanti».

«Così non possiamo resistere a lungo – ribadisce Gero Nicoletti – occorre che la macchina dei controlli e della vigilanza sanitaria sia messa a punto e che non crei inutili e dannosi provvedimenti che non servono a fermare i contagi. O apriamo tutti con un maggiore controllo sui flussi dei clienti all’interno delle nostre attività, per evitare al massimo le occasioni di contagio o chiudiamo tutti per un periodo limitato, affinchè la curva cominci a scendere. Dalle istituzioni ci aspettiamo risposte chiare, decisioni prese per l’esclusivo bene della comunità e con l’intento di fermare la pandemia».

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