“Il mio concerto” del violinista Nicolosi riempie il Bauffremont

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DSC_0051Se qualcuno pensava che fosse difficile riempire un teatro capiente come il Bauffremont, ora si è ricreduto. In una location con una scenografia unica, con artisti di prim’ordine e con una organizzazione senza grinze, il violinista Francesco Nicolosi, mercoledì 14 maggio,  si è esibito davanti ad un pubblico festoso e attento, mai annoiato. È stato lo stesso violinista a fare da presentatore senza retorica e soprattutto senza leggere, nonostante non sia un presentatore di professione. Dopo avere suonato dei pezzi famosi tra i quali il notissimo “La vita è bella”, Francesco Nicolosi ha dovuto accarezzare il suo archetto quasi pregandolo di fargli fare bella figura per la prossima esibizione in programma. Si trattava di Stefania Bruno, un’artista che riesce a dipingere con una sabbia speciale, da lei successivamente trattata,  sparsa sapientemente con le mani su un tavolo luminoso, che proietta su uno schermo il risultato del suo estro artistico. Sembra impossibile, ma bastano pochi gesti con la mano per trasformare un disegno appena completato, in un altro completamente diverso.

Senza tregua, il violino di Nicolosi che subito si trova davanti ad un altro impegno non da poco: quello di accompagnare Elisa Macaddino, una ballerina che ormai tutti conosciamo ed apprezziamo, in un balletto che ha subito catturato l’attenzione del pubblico.

Il suono del violino, si sa, è trascinante  ed emozionante ma alla bella Elisa questo non bastava ed ha voluto, con la sua DSC_0070DSC_0136esibizione, farlo diventare anche magico.  Étoile della scuola di danza Arabesque di Patrizia Reas, dove insegna danza alle giovani leve, Elisa Macaddino, avvolta da una nuvola di fumo di scena, ballando sulle punte e accompagnata dall’impegnatissimo violinista di casa nostra,  è riuscita a trasformare la sua performance in un inno alla grazia ed alla leggiadria prima di lasciare – applauditissima e sempre sulle punte – il palcoscenico al tenore Nunzio Gambini. Il  giovane e biondo tenore  ha sorpreso, quasi stupito, con tre brani difficili in quanto mettono a dura prova le corde vocali di tutti i cantanti: con te partirò, un amore così grande e quel “nessun dorma”, dalla Turandot di Puccini, il cui acuto finale non fa veramente dormire anche i tenori più esperti. Una voce calda,  potente e senza tentennamenti. Una pausa allo spettacolo c’è stata con dei momenti di riflessione, a volte anche amara, offerti da Michele Albano autore dei testi  e dallo stesso Francesco Nicolosi, sui temi dell’amore e dell’  immigrazione.

Un bel disegno con la sabbia, opera di Stefania Bruno Ma il bravo Nicolosi, regista dello spettacolo assieme al chitarrista Luca Luzzu,  aveva preparato tutto per bene e progettato il susseguirsi delle presenze sul palcoscenico in modo da non lasciare spazio alla noia. Infatti è la volta di  Concetta e Agostino Rio, due fratelli ballerini provenienti da Termini Imerese, che hanno ballato “Por una cabeza” e “Il secondo valzer”, mentre Angelo Sanfilippo è il nome del fisarmonicista agrigentino che si è unito alla band formata da Roberto Macrì alla tastiera, Donato Emma alla batteria e Luca Luzzu alla chitarra.

Intervista al tenore Nunzio Gambini

Contemporaneamente alle esibizioni degli artisti, una bambina di 3 o 4 anni, tra la prima fila ed il palcoscenico, non smetteva un attimo di ballare. Seguiva il ritmo del brano del  momento, guardata a vista dalla mamma visibilmente compiaciuta. Solo dopo, appena salita anche lei sul palcoscenico, si è capito che era la figlia di Francesco Nicolosi e che, finalmente, le veniva data la possibilità di esibirsi come si deve. Ma gli artisti nella famiglia Nicolosi, sono davvero tanti e lo ha dimostrato Riccardo, che con un violino di misura adeguata, ha suonato assieme al padre facendo scattare l’applauso del pubblico. Una foto con tutta la famiglia sul palcoscenico, mamma compresa, ha concluso la serata davvero riuscita. Gli spettacoli piacevoli, che non annoiano e che distraggono il pubblico coinvolgendolo e facendogli pagare un prezzo davvero simbolico, esistono e Francesco Nicolosi ne ha dato la dimostrazione.

 Intervista a Francesco Nicolosi

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