Il ministro Alberto Bonisoli a Caltanissetta: “La città ha un patrimonio che va valorizzato al massimo”

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“E’ la prima volta che vengo a Caltanissetta, penso che ci sia da lavorare ma che ci siano tutte le premesse per fare un ottimo lavoro”. Così questa mattina il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, in visita a Caltanissetta in occasione della Festa del Santo Patrono. Dopo la visita al museo delle Vare, il ministro Bonisoli ha partecipato alla messa celebrata in cattedrale dal vescovo Mario Russotto per poi inaugurare la mostra sugli abiti della Real Maestranza. “Quello che vedo – ha continuato Bonisoli – è un patrimonio di cui la città si è fatta carico fino ad adesso, che sente come proprio e che ha solamente voglia di portare avanti nel miglior modo possibile. Questa potrebbe essere un’opportunità per l’intera città per puntare a uno sviluppo che potrebbe avere conseguenze a livello economico e lavorativo. Quindi l’auspicio è di capitalizzare su quello che c’è e fare sempre di meglio. Per ciò che concerne l’Unesco io vorrei fare un discorso un po’ più ampio e parlare del patrimonio dei beni immateriali. Noi abbiamo tutta una serie di beni artistici in Italia, di grande valore, ma abbiamo però anche una serie di tradizioni come quella che ho visto a Caltanissetta e che prende vita durante la Settimana Santa che a mio avviso è altrettanto importante a livello di patrimonio culturale e che va valorizzata. E spero proprio che lavorando insieme all’Unesco si possa riconoscere questa e altre situazioni simili”. In mattinata il ministro Alberto Bonisoli, accompagnato dai deputati Azzurra Cancelleri e Giancarlo Cancelleri, ha visitato anche il museo delle Vare. “Le vare  – ha detto – bisogna vederle da vicino per capire quello che sono perché la dimensione fa una grande differenza. Io avevo visto dei filmati prima ma non è la stessa cosa infatti sarei curioso di vederlo dal vivo cioè quando vengono portate in processione e cosa può rappresentare esporre quel tipo di vare all’interno di una città come questa. Se la mia agenda me lo lascia fare ci provo”.

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