Il management “rosa” vuole rivoluzionare il Pronto Soccorso. Al via assunzioni, “ma non è solo problema di organico”

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35 mila interventi annui, 19 infermieri, con 16 medici compreso il primario a Caltanissetta, mentre sono 15 medici con 18 infermieri a Gela.

A questi si aggiungeranno entro breve tre dirigenti medici, due a Gela e uno al Sant’Elia di Caltanissetta, e cinque infermieri. Sono i numeri del Pronto soccorso dell’ospedale di Caltanissetta.

Il nuovo management dell’Asp 2 di Caltanissetta, guidato dal direttore generale Ida Grossi e composto dai direttori amministrativo e sanitario Daniela Faraoni e Marcella Santino, scende in campo per il pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta.

In una conferenza stampa convocata nel pomeriggio di martedì nei locali dell’Asp, sono stati illustrati i provvedimenti immediati che saranno presi per rimpinguare l’organico medico e infermieristico e soprattutto per implementare al meglio le procedure degli accessi in pronto soccorso e la comunicazione con gli altri reparti, vera causa dell’imbuto spesso rappresentato dal pronto soccorso.

Una conferenza che Grossi, Santino e Faraoni hanno tenuto dopo aver concluso l’ennesimo sopralluogo nei locali del pronto soccorso ed aver consultato i funzionari amministrativi al fine di stabilire le possibili procedure, visto che il blocco delle assunzioni pone a carico del management la responsabilità di tale scelta, qualora venga sforato del 50% il budget del 2009, cosa già ampiamente avvenuta all’Asp 2.

Ma questo non ha fermato le tre manager dell’azienda che hanno così voluto rispondere anche a recenti polemiche sollevate sulla stampa da una utente, che è stata direttamente contatta.

Le procedure di assunzione del personale sono già avviate. Tre dirigenti medici, due a Gela e uno al S.Elia. Poi ci sono 5 infermieri a Gela e 5 infermieri destinati al Pronto Soccorso di Caltanissetta”, ha esordito il Dg Ida Grossi.

Stiamo verificando insieme all’ ufficio tecnico con il direttore sanitario le procedure da avviare per migliorare la vivibilità degli spazi. Per migliorare il servizio logistico anche se la revisione di un progetto vero è da studiare”, tenendo presente che “in tutte le regioni il problema del pronto soccorso coinvolge tutti”.

C’è anche una questione culturale che porta l’utenza a non utilizzare gli altri punti di prima assistenza, come i medici di medicina generale o ad esempio il punto aperto in via Malta. E poi la grande questione dei locali, promiscui tra diverse tipologie di pazienti, su cui la dirigenza assicura un provvedimento celere. 

La gente ha in mente che per l’assistenza sanitaria l’ospedale sia il luogo più adeguato. Sicuramente l’atteggiamento degli operatori sarà uno degli elementi su cui lavoreremo perché la gente arriva con l’ansia e noi dobbiamo farcene carico”, è stato spiegato dal direttore generale Ida Grossi.

Per il Direttore Amministrativo, Daniela Faraoni, “il problema sotto il profilo di impatto dell’organizzazione rappresenta un nodo fondamentale, ma la dotazione organica, da sola, non è determinante. Spesso il pronto soccorso si trova a fronteggiare situazioni che non sarebbero di sua competenza. Un problema culturale in cui la collettività dovrebbe essere assistita da tutte le articolazioni dei presidi sanitari che ci sono sul territorio. Il pronto soccorso dovrebbe essere l’ultima ratio”.

Dobbiamo avere la pazienza di gestire e governare per ricondurre il comportamento del cittadino, facendo capire che affollare inutilmente il pronto soccorso potrebbe essere di nocumento a chi invece necessiterebbe delle cure in via preferenziale. Su accesso a cure sanitarie abbiamo un obbligo di informazione che dobbiamo perseguire, probabilmente iniziando dalle scuole, affinchè il cittadino sappia quali strutture vanno a sostegno del suo diritto di accesso alla salute”.

Il disegno è quello di trovare risorse per implementare un sistema di accoglienza integrato che sia riconosciuto come tale dal cittadino.

Mentre oggi gli operatori, medici e infermieri, sono tartassati e finiscono per non avere, loro malgrado, quella disponibilità perché vanno incontro anche a rischio professionale.

Il vertice dell’Azienda sanitaria grantisce comunque che ci sarà una cura degli spazi. “Non diciamo che da domani sarà tutto meglio, ma vogliamo far sapere che ci stiamo lavorando”.

Per il Direttore sanitario, Marcella Santino c’è anche un problema di comunicazione . “Il punto di primo intervento in via Malta è stato aperto anche di notte ma molti non lo utilizzano perché non ne sono a conoscenza. Ci siamo insediati adesso, ma vogliamo mettere subito in chiaro che la sanità pubblica è un bene che va valorizzato, tutelato”.

Oltre al nuovo personale, oltre a una nuova comunicazione con i reparti, sarà avviato un protocollo con i medici di medicina generale, in modo c’è tengano aperti fli ambulatori almeno 12 ore al giorno, tramite forme associative. Infine sono in corso di rimodulazione le modalità di accesso al pronto soccorso, a partire dalla classificazione di chi deve essere ricoverato.

 

 

 

 

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