Il limbo dei quarantenati in attesa del tampone

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Vivono in isolamento da quando sono rientrati dal nord Italia. Alcuni sono studenti fuori sede, altri lavoratori in aziende che hanno chiuso i battenti e mandato tutti a casa. Altri ancora sono cittadini che per ragioni contingenti si trovavano fuori città ma lavorano a Caltanissetta. Un’ordinanza del presidente della Regione Siciliana li obbliga alla quarantena fin quando, al termine dei 14 giorni, non gli viene fatto un tampone e solo dopo l’esito negativo gli è consentito di tornare dai propri cari, uscire per fare la spesa o tornare a lavoro.

Queste persone (in molti casi obbligate per necessità a fare rientro nella nostra provincia) nel periodo di quarantena possono manifestare sintomi influenzali, tosse o febbre, dolori articolari e ogni segnale diventa una spia inquietante di quello che potrebbe essere un contagio da Covid. L’ordinanza di Musumeci imponeva loro di registrarsi sul sito della Regione e contemporaneamente di auto segnalarsi al proprio medico di famiglia, al Comune e all’Asp del territorio. Non è detto che tutti abbiamo potuto fare tutte queste segnalazioni contemporaneamente. Alcuni si sono registrati esclusivamente sul portale della Regione, altri soltanto presso il proprio medico di famiglia e non sempre i dati in possesso degli uni e degli altri coincidono anche perchè le Asp non comunicano gli elenchi ai medici di medicina generale.

Il limbo dei quarantenati consiste quindi nell’impossibilità di avere una vera assistenza sanitaria nel dubbio di avere contratto il Covid. I medici di medicina generale sono sprovisti di tute e mascherine anticontaminazione. E’ ormai nota la carenza di Dpi su tutto il territorio per non parlare delle mascherine distribuite dalla protezione civile che sono risultate non idonee. Il medico di famiglia può quindi limitarsi ad un’assistenza telefonica. Avventurarsi in una visita domiciliare metterebbe a rischio se stesso e tutti gli altri pazienti.  Viceversa ad oggi non si ha notizia delle USCA, Unità speciali di continuità assistenziale che, tra le altre, dovrebbero avere proprio questa funzione. Ad assisterli per l’acquisto di alimenti e farmaci ci sono le associazioni del terzo settore.

Al termine dei 14 giorni le persone in isolamento ricevono la chiamata dell’Asp per fare il tampone e devono attendere il risultato prima di poter tornare a lavoro. Se il risultato arriva dopo giorni a causa del numero elevato di test eseguiti, oltreché per la scarsità dei reagenti, sono costretti a prolungare il congedo per malattia.

L’asp di Caltanissetta ha iniziato l’attività per eseguire i tamponi rinofaringei in quattro centri provinciali su circa 1 200 persone che si sono segnalate sul sito della Regione.

“I soggetti – spiega il direttore generale Alessandro Caltagirone – debitamente informati telefonicamente, devono presentarsi con la propria vettura, curando che non vi sia alcun altro soggetto presente a bordo e senza scendere e dalla stessa e si procederà, a cura del personale appositamente incaricato, al prelievo del materiale organico necessario per il campione da sottoporre ad esame”. Per coloro che non possono recarsi in auto interviene la Croce Rossa di Caltanissetta che accompagna un medico nell’abitazione.

L’azienda sanitaria progressivamente invia ai sindaci l’elenco dei soggetti da sottoporre a tampone, al fine di favorire le attività di controllo per l’immediato rientro a domicilio dopo l’esecuzione del tampone.

“Sarà cura del Dipartimento di Prevenzione provvedere alla comunicazione all’interessato degli esiti del tampone rinofaringeo una volta ricevuto il referto dal laboratorio che ha eseguito l’esame.

Ad avvenuta segnalazione negativa del tampone rinofaringeo, cesseranno gli effetti di cui all’isolamento domiciliare obbligatorio disposto ai sensi delle ordinanze del Presidente della Regione Siciliana n. 5 e n. 7, sussistendo comunque l’obbligo in capo ai soggetti interessati di attenersi a quanto disposto in materia di contenimento delle infezioni da Covid-19 dalle ordinanze del Presidente della Regione Sicilia e a quanto previsto dalla normativa nazionale in materia”.

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