Il grido d’aiuto della Cooperativa Etnos: “Nel silenzio delle istituzioni la burocrazia ci sta distruggendo”

“Siamo pronti ad andare avanti con azioni eclatanti per dire “Basta” a un sistema burocratico che ci sta umiliando come persone e come professionisti”.

Questo, il grido d’aiuto dei dipendenti di Etnos, cooperativa sociale di Caltanissetta esausta, allo stremo delle forze a causa di un sistema che guarda ma non vuole vedere.

Si anticipa che la Cooperativa Sociale Etnos è in attesa, da parte della pubblica amministrazione, di un credito pari a 1.000.000 €.

Eppure il 19 marzo 2022 arriva la notifica di una cartella esattoriale dall’importo di circa 123.000 €. Tempestivamente si richiede, mediante mezzo PEC, all’agenzia delle entrate Riscossione Sicilia, la possibilità di rateizzare.

Il 22 aprile 2022 si procede all’invio della PEC ufficiale. Essendo urgente il bisogno di ricevere risposta sull’esito,  poiché è necessario regolarizzare il DURC, indispensabile per sbloccare le somme utili al pagamento dei servizi sociali, vengono inviate oltre sei solleciti per ottenere risposta alla richiesta, legittima, di rateizzazione.

Le sollecitazioni non ricevono risposta, e il  silenzio amministrativo, dopo trenta giorni d’attesa, diventa motivo d’inquietudine. Vengono chiamati tutti gli uffici dell’Agenzia per acquisire informazioni su dove fosse istruita la pratica; ma il telefono squilla a vuoto.

La Cooperativa Sociale Etnos svolge servizi di pubblica utilità nell’accoglienza e protezione di donne e di minori vittime di violenze, impiegando oltre 120 lavoratori all’interno della propria compagine organizzativa.

Detto questo, la domanda sorge spontanea: Come poter gestire una tale complessa organizzazione se non entrano le legittime somme di denaro per il delicato lavoro sociale che si svolge al suo interno?

Si procede, allora, a richiedere anticipi bancari e sbloccare i fondi di riserva straordinari. E il 6 giugno 2022 si procede al pagamento dell’intero debito con gli interessi di mora per un importo superiore a € 125.000.

Il pagamento avviene tramite piattaforma PagoPA e la procedura si conclude a buon fine con l’immediata ricevuta di pagamento liberatoria che vale come quietanza secondo le disposizioni di legge.

È festa in Etnos. Successivamente si chiede ai Comuni inadempienti di pagare, senza sapere che la beffa sarebbe arrivata di lì a poco. Infatti, dopo circa sette giorni dal pagamento, ci si accorge che, nonostante la procedura sia andata a buon fine, la Pubblica Amministrazione non ha prelevato il denaro che, dunque, resta a piena disponibilità della cooperativa.

Quindi la procedura si è perfezionata con la quietanza, ma di fatto il prelievo non è stato completato. Allarmati da questa vicenda, i cui effetti non sono attribuibili a una condotta della cooperativa sociale Etnos, si informa immediatamente la banca e si richiede il congelamento delle somme per l’intero importo, in attesa di avere risposta anche su questa incredibile situazione.

Si procede anche a ripetere il pagamento,  ma risulta impossibile perché compare in lavorazione e pertanto non è consentito il rinnovo del pagamento.

Nel frattempo, il 17 giugno e il 23 giugno 2022, l’Agenzia delle entrate Riscossione Sicilia notifica per PEC il pignoramento delle somme a garanzia da parte di due Comuni. Sicuramente procederà a tale azione di recupero sugli altri Comuni che pagheranno le prestazioni erogate.

A questo punto la cooperativa non può più sostenere i costi correnti di gestione delle attività di accoglienza e pagare gli stipendi agli operatori.

Le parole in coro dei lavoratori in Etnos:

Siamo davvero disperati e nel silenzio più assoluto delle Istituzioni a cui ci siamo rivolti per sostenere la nostra battaglia sociale. Siamo davvero allo stremo delle energie e non comprendiamo perché dobbiamo morire per colpa di un sistema assassino e distruttivo.

Chiediamo la massima diffusione di questo nostro grido di aiuto perché possa farsi chiarezza e individuare i responsabili diretti e indiretti di questo infernale sistema fiscale.

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