Il giorno del ricordo per il sindaco Michele Abbate. Commemorazione in via Benintendi davanti lo studio medico

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Commemorazione funebre stamane per l’anniversario dell’uccisione del sindaco di Caltanissetta, Michele Abbate, assassinato all’uscita del suo studio medico di via Consultore Bemintendi 116 il 7 maggio del 1999.

Alla presenza dei familiari di Abbate e di autorità civili e Militari, il sindaco Giovanni Ruvolo ha disposto una corona d’alloro a nome dell’amministrazione comunale e della città tutta.

“Se dopo vent’anni il ricordo è così forte e sentiamo l’esigenza di ricordarlo, significa che i semi che aveva piantato non solo sono germogliati ma hanno dato vita a piante molto solide con radici profonde. In una città che ha attraversato quella fase difficile per poi approdare a quel segno distintivo della figura di Michele: il suo sorriso”.

La cerimonia precede l’evento organizzato con le scuole superiori al Teatro Margherita in occasione del ventesimo anniversario della Barbara uccisione. Per l’occasione è stato istituito per il primo anno il Premio Michele Abbate dedicato all’impegno dei giovani in campo sociale e culturale.

“Il sindaco Abbate in poco tempo ha saputo intuire la direzione per la città, con vent’anni d’anticipo, con forza e determinazione tracciando un solco che poi ha diretto le amministrazioni successive – ha detto ancora il sindaco -. Nel breve periodo del suo mandato Michele Abbate ha fatto molto di più di quanto ho fatto io in cinque anni. Per questo abbiamo sentito il dovere di istituire un premio per confermare che Michele Abbate è una coscienza di tutti noi. Il premio racconta il suo sorriso, la sua scommessa su questa città, soprattutto sui giovani che si distinguono nel campo delle arti, dell’innovazione, della cultura e dell’impegno civico. Auspico che sia il risultato di una competizione virtuosa tra scuole e associazioni. Un premio che si rinnova ogni volta che si esprime cultura. Fu un’intuizione rivoluzionaria quella di promuovere cultura e conoscenza a partire dalla propria città, dal nostro territorio. Appartenere significa essere orgogliosi e liberi, sganciarsi da chi vuole limitare la libertà di ciascuno. Affido alla famiglia e a tutti coloro che sono oggi presenti nelle varie forme, la custodia di questo premio. Affinché celebri ogni giorno Michele guardandolo dal lato luminoso della sua vita da professionista, politico e artista”.

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