“Il fabbricante d’immortalità”. Al Teatro Rosso di San Secondo in scena avvocati e magistrati, attori per vocazione.

2403

Giuseppe D'Acquì, Pier Maria Carà, Peppe Giunta (2)Gli avvocati, si sa, soprattutto i penalisti, sono anche degli attori. Debbono esserlo. Durante le loro arringhe, infatti,  dando libero sfogo alla innata teatralità senza la quale non potrebbero fare gli avvocati, cercano di convincere la Corte portando, sì, le loro argomentazioni ma anche gestualità, alti e bassi della voce e attimi di silenzio per creare attesa. Insomma, diciamolo chiaro, un po’ recitano.

Lo hanno dimostrato ancora una volta, casomai ci fosse qualche dubbio, nello spettacolo teatrale “Il fabbricante d’immortalità”, di Emanuele Limuti,  andato in scena al Teatro Rosso di San Secondo, venerdì 4 dicembre.

Intervista all’autore e regista Emanuele Limuti

“Nello spettacolo – ci dice l’avv. Emanuele Limuti , presidente della Scuola Forense Nissena nonché autore dei testi e regista – viene simulato Croce Rossa Italiana (2)un processo, dinnanzi la Corte di Giustizia dell’Aia, a uno scienziato (dr Loath Life, ndr) che realizza in clandestinità la clonazione e, quindi viene considerato colpevole di attentato ai diritti dell’umanità”.

Livello di recitazione altissimo. A volte, sembrava davvero di trovarsi davanti ad alcuni personaggi, vissuti secoli prima, clonati dal dr “Loath Life” a scopo di lucro.

Ne è un esempio “Voltaire”, nella pregevole interpretazione di Giuseppe D’Acqui che, oltre alla mimica, ha saputo utilizzare  quel particolare modo di parlare, tipico dei francesi, con la erre un po’ moscia e quell’accento che tanto ricordava il celebre Hercule Poirot, noto personaggio dei racconti di Agatha Christie. Altro esempio l’imperatore indiano “Ashoka” interpretato da Boris Pastorello che, come è solito dire, è cresciuto a “pane e musica”. Ma noi completiamo la sua espressione dicendo che è cresciuto a “pane musica e palcoscenico”.

Emanuele Limuti (4)Ma che dire dell’interpretazione di Peppe Giunta che, nei panni di un benestante 85enne, mr Isakson, tutto bianco e con bastone, ha dimostrato di essere ormai padrone del palcoscenico come pure Mariolina Riggi interprete di mrs Rayan, una donna provata dall’incidente in cui perse la vita la figlia, caduta da cavallo. Tutti personaggi, quelli sopracitati, che avevano motivo di ricorrere alla clonazione.

Condanna a 5 anni per lo “scienziato pazzo” contro i 20 chiesti dal Pubblico Ministero Laura Oddo e, sostenendo il diritto alla vita, la totale assoluzione chiesta dall’avvocato della difesa Emanuele Limuti.

Finale a sorpresa che è giusto non rivelare, per rispetto ad uno spettacolo ben fatto che non escludiamo possa essere replicato. Il ricavato della serata, della quale è stata ospite d’onore l’europarlamentare Caterina Chinnici,  è stato devoluto in beneficenza a favore della Croce Rossa Italiana.

 FOTOGALLERY

 

Nota della Redazione:

a tutti coloro che volessero scaricare una o più foto pubblicate nell’articolo e/o nella fotogallery seguente, per farne uso pubblico, ricordiamo di citare la fonte “Radio Cl1″                                                                              

Cliccare sulle foto per ingrandirle e salvarle

 

Commenta su Facebook