Il duplice omicidio in contrada Deliella, arriva il riconoscimento ufficiale della prima vittima: è Calogero La Monaca, ucciso con una pietra

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Dopo una giornata frenetica di indagini e rilievi gli investigatori nisseni sono riusciti a stabilire l’identità di uno dei due fratelli di Canicattì assassinati ieri pomeriggio in contrada Deliella in territorio di Caltanissetta. Il riconoscimento ufficiale è arrivato per Calogero La Monaca, trovato morto in un casotto dell’azienda agricola di sua proprietà con il cranio fracassato. I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile con il supporto del Ris di Messina che nella giornata di oggi è tornato sul luogo del delitto per un nuovo sopralluogo, ritengono anche di aver trovato l’arma del delitto, una grossa pietra con tracce di sangue che per peso e forma appare compatibile con le ferite riportate dalla vittima.

Per il riconoscimento ufficiale dell’altra vittima, individuata comunque con ragionevole certezza in Filippo La Monaca di 74 anni, bisognerà attendere l’esito dell’autopsia che sarà ordinata a breve dalla Procura di Caltanissetta. Il corpo dell’uomo è infatti irriconoscibile poiché carbonizzato. E’ stato rinvenuto a fianco dell’auto bruciata, a qualche decina di metri dal fratello. L’autopsia potrebbe anche chiarire perché il corpo carbonizzato si trovasse fuori dall’auto stabilendo le cause del decesso. Una ricostruzione verosimile potrebbe essere che gli assassini hanno dato alle fiamme l’auto con all’interno l’uomo, magari stordito, che ha poi provato a fuggire. Ma si tratta soltanto di ipotesi. Tutto è ancora al vaglio degli investigatori che nella giornata di oggi hanno sentito numerose persone tra parenti, conoscenti e proprietari delle campagne vicine. I due fratelli La Monaca erano incensurati, non avevano alcun collegamento con ambienti controindicati e non avevano mai ricevuto minacce. Nessun segnale, insomma, che stesse per accadere un fatto così cruento. Da fonti attendibili si apprende inoltre che nessun collegamento può esserci con il contesto in cui circa vent’anni fa venne ucciso il fratello Antonio. Insomma un vero e proprio rompicapo. Il fondo agricolo di proprietà in cui lavoravano non veniva curato interamente da loro. Una parte del terreno era affittata e veniva condotta da terze persone.

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