Il duplice omicidio di Mussomeli. Uditi dieci colpi da un vicino: “Credevo fossero porte che sbattevano”

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Dieci colpi in tutto. I primi quattro o forse cinque poco prima di mezzanotte, altri quattro dopo venti minuti e quindi dopo dieci secondi il colpo finale. Potrebbe essere questa la sequenza degli spari a casa di Rosalia Mifsud la 48enne di Mussomeli uccisa stanotte insieme alla figlia di 28 anni, Monica Diliberto, da Michele Noto, 28 anni anche lui, che si è suicidato dopo il duplice omicidio.

E’ quanto emerge dalla testimonianza di un vicino di casa che ha udito i colpi senza aver realizzato in un primo momento che si potesse trattare di spari.

“Come ogni sera la signora Rosa era venuta a casa mia per fare lavoretti con mia moglie. Ieri è venuta verso le 21,30, hanno lavorato a una tenda insieme e poi verso le 22,45 se n’è andata. Dopo circa un’oretta ho sentito prima un quattro o cinque botti, dopo venti minuti altri quattro colpi e poi, dopo 20 secondi di silenzio un altro colpo. Ho pensato che erano porte o persiane che sbattevano. Qui vicino qualche sera fa hanno fatto un furto in una casa, ho pensato sicuramente hanno scassato un’altra casa. Mai avrei potuto immaginare che si trattava di colpi di pistola altrimenti avrei subito chiamato i carabinieri”. A parlare è Nello Borrelli, vicino di casa delle vittime. “Lei era tranquillissima – ha aggiunto – non era per nulla preoccupata”.

L’omicida suicida lavorava saltuariamente in una ditta di pompe funebri. Appassionato di bodybuilding nel suo profilo facebook faceva sfoggio di un fisico da culturista. Una rassegna di foto che ritraggono un ragazzo normale all’apparenza a cui non mancavano certo le amicizie. Foto in comitiva, in sella alla sua moto o anche a bordo di una macchina da rally.

La relazione con Rosalia Mifsud era iniziata da qualche mese. Nessuno ne era a conoscenz, probabilmente neanche gli amici più stretti. Da un po’ di tempo la 48enne aveva deciso di troncare anche perchè la figlia Monica non vedeva di buon occhio quella situazione.

Ieri sera fino alle 23 Monica Diliberto ha chattato con il fidanzato. Una serie di messaggi che ad un certo punto si è interrotta mettendo in allarme il giovane anche perchè in uno di essi la Diliberto aveva avvertito della presenza di Noto in casa. Da fonti investigative Noto si era recato lì per avere un chiarimento poichè non si rassegnava alla fine di quella relazione. Il fidanzato della 28enne ha chiamato l’altro figlio di Rosa Mifsud che si è precipitato nell’abitazione in centro storico facendo la tragica scoperta.

L’inchiesta condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta con i colleghi della Compagnia di Mussomeli e coordinata dal sostituto procuratore Massimo Trifirò che ha disposto l’autopsia, dovrà anche chiarire la dinamica dei fatti. Da un primo esame della scena del crimine si ipotizza che Noto abbia ucciso per prima la sua ex amante e dopo la figlia. Quest’ultima si sarebbe frapposta tra l’assassino e la madre.

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