“Il dono di essere poeta”… artigiano. La scomparsa del Cav. Riggio. Storia della sensibilità di un artista

3308

Schermata 2014-07-20 alle 22.15.47 foto11Artigiano vecchia maniera, appartenente a una famiglia che ha saputo innovare e fare impresa, il Cavaliere Gaetano Riggio, classe ’42, poeta e maestro artigiano, è scomparso oggi a Caltanissetta.

Riesino di nascita, orgoglioso di esserlo e nisseno di adozione, Riggio è stato il fondatore, insieme a Bernardino Giuliana dell’associazione “Aspes”, associazione poeti e scrittori siciliani, che promuove il Premio Artigiano Poeta, concorso letterario per poesia in dialetto.

Il Cavaliere Gaetano Riggio è stato ovviamente Capitano della Real Maestranza nella categoria dei Fabbri, che oggi ha diffuso pubblicamente la notizia della sua scomparsa.

Riggio
foto Campisi

“Con profondo dolore ed enorme tristezza che annuncio la dipartita dalla vita terrena del mio grande amico Cav. Uff. Gaetano Riggio, Presidente dell’A.I.A.N. (Associazione Intercategoriale Artigiani Nisseni – Capitani della Reale Maestranza) e dell’A.S.P.E.S. (AssociazioneSiciliana Poeti E foto11 Scrittori). Artigiano del ferro, poeta, scrittore, mecenate dell’arte, lascia la moglie Maria Carruba, il fratello Cav. Francesco ed i familiari, straziati dal dolore di questa perdita”. Così si legge nella pagina dell’Aspes, l’associazione siciliana poeti e scrittori presieduta da Carmela Sanguinè.

I solenni funerali si terranno martedì 22 luglio 2014, alle ore 11.00, nella Chiesa Cattedrale di Caltanissetta.

“Il mio rapporto con la poesia è nato nel 1952, quando avevo appena 10 anni, perché volevo ricordare mia madre, morta a 36 anni, quando  io avevo appena compiuto 8 anni. La mancanza di mia madre mi ha spinto a scrivere alcuni versi, che per tantissimi anni ho tenuto nascosti. La prima poesia, dedicata a mia madre, si intitola “Senza nessuno”. Questo, quanto confessava il Cavaliere Riggio in un’intervista con Alessio Giannetto, per conto della scuola Rapisardi.

Mario Gori e Bernardino Giuliana, i punti di riferimento culturali, nel secondo caso anche personali.

Cav. Riggio foto Lo Cascio
Cav. Riggio foto Lo Cascio

Una scrittura spontanea e creativa, quella di Riggio, che ha solcato diversi sentieri dell’arte e della letteratura, pur non essendo un poeta “colto” per definizione. Ma le sue parole sono sbarcate in tutta Italia, dove ha ricevuto premi in Liguria, a Sanremo. Ma ha anche scritto versi per la musica, non solo siciliana, con dei versi declamati anche da Bernardino Giuliana, ma anche di musica napoletana, con alcuni pezzi, messi in cassetta, che lo hanno reso molto popolare in Canada.

Consapevole delle difficoltà contemporanee per il mondo della poesia, il Cavaliere Gaetano Riggio è stato instancabile promotore del premio “artigiano poeta”, che era anche e soprattutto un modo per far avvicinare le persone alla scrittura e anche le giovani generazioni, facendo avvicinare alla poesia anche gli artigiani “che riescono a creare parole belle”, diceva, “convincendoli a non tenerle solo per loro”, riuscendo a portare il concorso ad un livello internazionale.

Un maestro artigiano, un poeta siciliano, che della Sicilia ha fatto la sua ragione di vita, ma mai in modo ostentato o campanilista, ma sempre in modo fine e sottile.

“Io amo la mia terra, amo la mia Sicilia e penso che tutti la amino per il clima, per le bellezze paesaggistiche e artistiche. Amo anche il mio paese natio, Riesi, conosciuto, non sempre, per avvenimenti piacevoli. Oggi debbo dire che amo Caltanissetta, la mia città di adozione, alla quale ho dedicato una poesia dal titolo “Odio e Amore”. Io mi sono permesso di dire che Caltanissetta ha corso il rischio di diventare “il salotto delle persone che  devono dare conto alla giustizia”, perché qualche anno fa eravamo in prima linea per i processi di un certo livello e ho voluto evidenziare le bellezze artistiche di Caltanissetta che ci rendono orgogliosi, come il monte San Giuliano con il monumento al Redentore”, si legge in una sua intervista di qualche anno fa. E proprio in quegli anni vinse anche alcune sezioni del Festival di Napoli per i suoi testi.Cavaliere Riggio

“Io sono prima artigiano e poi poeta e di questo sono orgoglioso. Devono essere gli altri a dirmi poeta; io posso limitarmi a sussurrarlo tra me e me”. Questa frase, il cavaliere Gaetano Riggio, la ripeteva a molti, soprattutto ai giornalisti ed ai lettori che parlavano con lui e gli chiedevano della sua arte e della passione per la poesia.

Gaetano Riggio, ideatore e fondatore dell’A.S.P.E.S., poeta, scrittore, autore, operatore culturale, artigiano realizzatore di tantissimi manufatti artistici. La sua vita è stata una vita dura, piena di sacrifici, ma costellata di successi grazie al suo estro e alla sua gran volontà. Per la sua attività ha ricevuto diverse onorificenze, tra cui quelle di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, di Ufficiale della Repubblica e quella della Croce “Pro Pontefice et Ecclesia” dal Papa Giovanni Paolo II. E’ stato promotore e fondatore dell’Associazione Artigiana Reale Maestranza (categ. “Fabbri”), dell’Associazione intercategoriale “Capitani della Reale Maestranza”, dell’Associazione Siciliana Poeti e Scrittori (A.S.P.E.S.) e dell’Associazione Siciliana Cultura Arte Musica e Spettacolo (A.S.C.A.M.E.S.). Ideatore, organizzatore e responsabile de “I nostri incontri: La vita e l’arte”, dei premi letterari internazionali “L’artigiano poeta” e “Poeti e Scrittori siciliani”, del Premio musicale internazionale “Nel Sud si canta ancora”, del Premio alla Cultura “Gesualdo artigianoBufalino” e di altri premi, tra cui “Caltanissetta che lavora e produce benessere, “Miss L’Artigiano Poeta”, “Pane Giallo di Sicilia” e “Bernardino Giuliana – Terra di Sicilia”. Diverse le raccolte poetiche ed i volumi pubblicati, tra cui: “Quando il cuore canta”, “Nuddu è cchiù bedda di tia”, “Angelo del focolare”, “I miei cinquant’anni”, “Antologia poetica” e dell’ antologia “Addò vaie cumpagna mia” (Paruzzo Editore) che contiene 15 sue poesie e 9 di Tina Piccolo (antologia che ha segnato il gemellaggio tra il Premio Letterario Internazionale “L’Artigiano Poeta” da lui organizzato e il “Premio Internazionale “Città di Pomigliano D’Arco”, organizzato dalla Piccolo. Iscritto alla Siae dal 1984 ha scritto tante canzoni in lingua, dialetto siciliano e dialetto napoletano.  Tra i suoi successi discografici le musicassette “Le più belle poesie di Gaetano Riggio” (recitate da Bernardino Giuliana), “Le più belle canzoni di Gaetano Riggio” (interpretate da Antonio Furnari) e tante canzoni classificate ai primi posti nei festival della canzone napoletana e italiana (“O ritrattiello e Napule”, “Lucia addò sta”, “Una stella”, “Viene”, “Sussurro d’amore”, “Parlame ‘e te”, “Napoli e Mergellina”, “Nnmmurata ‘e Santa Chiara”, “Tastiera muta”, “Guagliona mia”, “Dint’o silenzio”, “‘E stelle chiagneno”, “Ansia”, “Vecchia preghiera”, “Nel Sud si canta ancora”, “‘A gente vo vedé”, “Femmena napulitana”,…). La sua è sempre stata una vita d’amore per la famiglia, per il lavoro, per l’amicizia e, non ultimo, per la poesia.

In un articolo molto accurato di Nino Bellinvia si trovano queste e altre informazioni.

Abbiamo fatto a lui questa domanda. La risposta non si è fatta attendere.

“La poesia, se è vera – diceva Riggio – scaturisce dal profondo dell’anima non per narrare il vissuto per chi la scrive, ma per raccontare ciò che si pensa dell’altrui vissuto, meditando profondamente su fatti accaduti e molte volte su circostanze immaginarie collettive. Lo scrivere poesia, si può definire un’arte, che poi modellata dalle mani dei maestri d’ogni mestiere può diventare “Opera d’arte”, come viene definito un capolavoro nel quale si evince la capacità e la sapienza del maestro che l’ha realizzato. Scrivere poesia non vuol dire parlare di se stessi, anche se molte volte ci si espone in prima persona. Se così fosse, penso che ogni poeta avrebbe ben poco da narrare in versi”.

“Il dono di essere veri poeti non si eredita, né si può acquisire con l’istruzione. Se ce l’hai, vuol dire che è nato con te. Se riesci a scrivere versi in dialetto, ti accorgi di poter spaziare tra immagini, ricordi, pensieri, avvenimenti e parole che si fondono con la musicalità di un’eco profondo che fa rivivere gli argomenti che narri, senza rischiare di annoiare chi ti sta ascoltando”.

Commenta su Facebook