Il direttore del registro tumori La Paglia a Striscia: “abbiamo i dati della correlazione miniere-tumori”

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“Lo scarto salino è nocivo perchè il potassio kainite, irradiato dal sole, emette raggi X lunghi”. E’ quanto ha spiegato (in realtà lo va dicendo da tempo) il biologo Roberto Santo Pace a Striscia la notizia, nel servizio andato in onda proprio ieri, nello stesso giorno della conferenza stampa della Procura di Caltanissetta che ha sequestrato l’area delle miniere di Bosco e Palo.

Schermata 2014-11-01 alle 00.17.55Nello stesso servizio curato dal biker Vittorio Brumotti, è stato intervistato il medico nisseno Paolo La Paglia, Direttore scientifico del Centro Tumori e Stili di vita positivi, Sezione provinciale del Registro Tumori di Caltanissetta e Ragusa, commentando il dato di oltre 1300 tumori e oltre 650 morti nella sola provincia nissena.

“Abbiamo dati che ci fanno ritenere una correlazione tra l’alta incidenza nel vallone e la presenza delle miniere di Bosco-Palo, per il fatto che il tumore che ha un’alta incidenza in provincia di Caltanissetta è il tumore al polmone, che è correlato alla presenza nell’aria di sostanze nocive. E’ facile correlare con le polveri inquinanti e le sostanze che possono emanare radioattività”.

Dunque un inquinamento ambientale sarebbe certamente addebitabile alle fibrille di amianto.

Non esiste infatti una soglia di rischio al di sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell’aria non sia pericolosa: un’esposizione prolungata nel tempo o ad elevate quantità aumenta esponenzialmente le probabilità di contrarle. E di amianto, nelle miniere in questione, ve n’è a migliaia di tonnellate.

Nel 2011 l’ex assessore provinciale Totò Alaimo presentò un esposto al procuratore capo della Repubblica di Caltanissetta, al questore, al comandante provinciale dei carabinieri di Caltanissetta e al presidente della Regione.Schermata 2014-11-01 alle 00.18.16

Nel documento l’ex assessore provinciale, analizzando i dati nazionali comparativi sui tumori pose l’esigenza di effettuare tutte le verifiche del caso.

Secondo Alaimo, nella zona dell’ex miniera Bosco doveva essere verificato se nella montagnetta creatasi con il materiale di scarto della lavorazione della kainite possano essere presenti radionuclidi naturali riconcentrati, quale potassio 40 che produrrebbe radiazioni penetranti e che sarebbero prodotti dal decadimento delle catene uranio-torio.

Secondo Alaimo la montagnetta dei residui dell’ex miniera Bosco sarebbe inquinante, mettendo a rischio desertificazione i terreni vicini, per cui quell’area andrebbe bonificata.

Sono entrambe le ipotesi esitate dall’inchiesta della Procura, che il GIP nisseno ha accolto.

L’inquinamento, infatti, per i magistrati è frutto dell’amianto e dei residui estrattivi abbandonati nelle miniere. Discorso a parte lo stoccaggio di rifiuti ospedalieri che per la Procura non c’è stato, o comunque non ha provocato inquinamento.

GUARDA il video di STRISCIA la notizia

 

 

 

 

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