Il depistaggio di via D’Amelio. La Procura nissena chiede archiviazione per tre agenti del gruppo “Falcone Borsellino”

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Un colossale depistaggio venne definita dal procuratore Sergio Lari l’indagine sulla strage di via D’Amelio. Non si è mai capito chi e perchè quel depistaggio lo ha avallato nelle istituzioni. La Procura di Caltanissetta ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta aperta sui tre dirigenti di polizia, Mario Bo, Vincenzo Ricciardi e Salvatore La Barbera, accusati di avere depistato l’indagine sulla strage di via D’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta. I tre, all’epoca in servizio nel pool guidato da Arnaldo La Barbera, che indagava sull’eccidio, erano stati iscritti nel registro degli indagati per concorso in calunnia aggravata. Avrebbero imbeccato il falso pentito Vincenzo Scarantino, costringendolo ad accusare persone innocenti. Per la strage sono state condannate all’ergastolo ingiustamente sette persone che, dopo 18 anni di carcere, sono state liberate e attendono la revisione del processo. A smascherare definitivamente Scarantino è stato il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza che ha fatto luce sulla fase preparatoria dell’attentato autoaccusandosi e coinvolgendo mafiosi rimasti impuniti. Secondo indiscrezioni, non sarebbero emersi dalle indagini elementi in grado di “individualizzare” le responsabilità dei tre poliziotti, nonostante le pesantissime accuse loro rivolte da Scarantino.

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