Il curioso caso di Masinen – Che fine ha fatto il Siena?

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Cosa hanno in comune ​Tore André Flo, Erjon Bogdani, Igor Tudor, Rodrigo Taddei, Mario Frick, ​Juan Camilo Zúñiga, Daniele Portanova, Marco Fortin​ (rigorosamente con la maglia numero 14) e ​Gaetano D’Agostino​? E’ facile, hanno tutti giocato per il Siena in Serie A. Se ho fatto questo elenco – e avrei potuto continuare ancora tanto – è perché ​il Siena un po’ mi manca​. Ci ho pensato di recente soprattutto in concomitanza con le partite dello Spezia, che si sta giocando proprio con il Siena e soprattutto con il Chievo di Luigi Delneri il titolo virtuale di ‘migliore neopromossa di sempre’. E’ impossibile collegare i risultati in A della squadra toscana (due 13esimi posti e una semifinale di Coppa Italia) ad un solo allenatore, visto che ne sono passati undici, ma comunque i giocatori che ho scelto sono simbolici, nove come le stagioni trascorse in A tra il 2003 e il 2013 con un solo anno di vuoto, e nove come gli anni che sono passati dalla vittoria più rotonda del Siena in A (a pari merito con quelle contro Empoli e Modena): il ​4-0​ che la formazione di Beppe Sannino servì alla Lazio di Edy Reja. Due gol di Mattia Destro, due di Emanuele Calaiò.

La rosa 2005/2006 con Antonio Conte vice-allenatore di Luigi De Canio

Fa ancora più effetto se pensiamo che la Lazio ieri sera ha incontrato il Bayern Monaco negli ottavi di Champions League mentre ​il nuovo Siena domenica ha perso 3-1 contro l’AS Ostiamare Lido Calcio e non vince una partita da dieci giornate​. Spiegare nei dettagli come sia stato possibile un tracollo del genere è complicato e forse anche superfluo per mantenere vivo il racconto, ma ci proviamo brevemente: dopo il fallimento del 2014 la vecchia Robur era riuscita a risalire dalla Serie D fino a sfiorare la Serie B nel 2018, arrendendosi solo in finale dei play-off contro il Cosenza dopo aver buttato fuori Reggiana e Catania. (I tifosi delle due squadre appena nominate non ricorderanno volentieri come sia successo). Il secondo fallimento, quello del 2020, ha costretto il Siena a ripartire nuovamente dalla Serie D, con delle novità che hanno reso questa storia ancora più interessante per degli osservatori esterni.

Il nostro amico Michele Fini

Tra lo scetticismo generale, ampiamente giustificato, ​il Siena la scorsa estate è passato nelle mani di imprenditori armeni​, ed è per questo motivo che l’attuale denominazione sociale della squadra è ACN Siena 1904 con la N sta perNoah, ovvero il nome della squadra di Yerevan cui è già presidente il nuovo proprietario del Siena, Roman Gevorkyan. (Presidente che poi esattamente cinque giorni fa è cambiato, ora è un altro socio della holding, Armen Gazaryan, ma vabbè). Comunque, grazie al nuovo board non sono affatto arrivati nomi importanti, e per questo motivo il Siena naviga solamente in decima posizione alle spalle di squadre del calibro di San Donato Tavarnelle, Lornano Badesse, Tiferno Lerchi e soprattutto ​Trastevere Calcio​, la capolista del girone E. Alla guida dei bianconeri, che nel frattempo hanno cambiato anche più volte logo e maglia, oggi c’è…​Alberto Gilardino​: chiamato in estate poi esonerato poi richiamato di corsa per provare a salvare la stagione in qualche modo. Nel breve periodo di assenza, e di grande confusione da parte della società, a ricoprire l’incarico di allenatore del Siena c’è stato il duo composto da ​Vladimir Gazzaev e Marian Pahars​: il primo, oltre che figlio di uno dei più celebri allenatori russi è anche nato il mio stesso giorno, il secondo è invece ricordato come uno dei più forti attaccanti nella storia del calcio lettone, per sette anni nella rosa del Southampton. Per cause burocratiche – e non solo, evidentemente – la sperimentale coppia proveniente dal nord Europa, incapace di vincere una sola partita, è stata immediatamente rimossa. Per la gioia dei tifosi che hanno a cuore la Robur.

Mister Gila

I colpi di scena per il momento sono finiti e questo breve focus sugli anni recenti del glorioso Siena sta per finire. O quantomeno, i miei aggiornamenti purtroppo terminano qui. Analizzando l’​attuale rosa​ dei toscani sembrava non ci fosse nulla che spiccasse davvero fino a quando non ho trovato il nome giusto per un finale ad effetto: ​Guglielmo Mignani​, classe 2002, attaccante in prestito dalla Fiorentina. Raccomandato? Forse. Romantico? Senza dubbi. Naturalmente è il figlio di Michele, terzo giocatore di sempre con più presenze nel Siena ma soprattutto l’unico giocatore per cui il club ha deciso di ritirare per sempre un numero di maglia, il 4.

 

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