“Il CPR di Caltanissetta va chiuso”. Appello delle realtà della Rete Siciliana NoCpr e LasciateCIEntrare

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“Le condizioni all’interno del Centro per il rimpatrio/CPR di Caltanissetta sono inumane e degradanti. Il centro va chiuso immediatamente”. E’ quanto si legge in un appello a cui aderiscono la Rete Siciliana NO CPR – LasciateCIEntrare- Forum Antirazzista Palermo – Rete Antirazzista Catanese- Arci Porco Rosso (Pa) – Borderline Sicilia – San Berillo R-Esiste (Ct) – Cobas Scuola (Ct) e Sportello Immigrati (CL).

“Come più volte abbiamo denunciato, ultima attraverso un articolo pubblicato da Redattore sociale, in questo momento 17 persone vengono detenute all’interno del CPR di Caltanissetta tra vetri rotti, bagni non funzionanti, letti di cemento con materassi sottilissimi e pieni di umidità, e senza un’assistenza sanitaria adeguata. Situazione nota da tempo, infatti il CPR doveva essere chiuso a gennaio per lavori di ristrutturazione perché in condizioni di inagibilità e invivibilità. A gennaio, quando dentro questo lager è morto un ragazzo di 34 anni di origini tunisine, Aymen. Ma non da ora si denuncia, inascoltati, questa situazione, da almeno aprile 2019 ci sono denunce sull’inadeguatezza delle strutture, persino da parte del sindacato di polizia”.

“Molti dei ragazzi – si legge nell’appello – sono rinchiusi da diversi mesi e nessuno gli dice cosa ne sarà di loro e quanto altro tempo dovrà passare. Chiunque, anche in libertà limitata, ha e deve avere diritto ad un’assistenza legale, a potere conoscere ed esigere i propri diritti. Questo centro è una vergogna. Trattenere persone in queste condizioni non è possibile in un paese che si definisce civile e democratico”.

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