Il cordoglio per la morte di Vancheri, Falcone: “Pandemia subdola, servono più postazioni vaccinali”

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“Questa pandemia non lascia respiro. È subdola, si trasforma, si insinua dovunque. Ieri la nostra città ha perso un altro suo figlio appassionato , Salvatore Vancheri, un imprenditore serio e onesto che credeva fortemente nelle potenzialità della sua città. La sua morte si aggiunge alle troppe vittime per Covid. Quale altro prezzo si deve ancora pagare? Probabilmente qualcosa non è andata per il verso giusto, le persone hanno abbassato la guardia, assembramenti di giovani, le scuole aperte, forse non ci si è resi veramente conto del grave problema che sta distruggendo la nostra salute e la nostra già fragile economia”. Lo afferma in una nota il consigliere comunale di Diventerà Bellissima, Tilde Falcone.

“Per tale motivo, credo che necessiti una mobilitazione massiccia di tutte le forze politiche affinché si chiedano aiuti speciali per il tessuto economico, unitamente ad una campagna massiccia di vaccinazione, a cominciare dalle categorie più esposte al contagio: lavoratori dei supermercati, panificatori e tutte le altre categorie a rischio di contagio. Inoltre, necessitano maggiori controlli, molti giovani continuano ad assembrarsi incuranti del contagio. Per questo motivo, Chiedo l’istituzione di maggiori postazioni vaccinali , bisogna fare prestissimo. Caltanissetta è isolata , ma rischia di diventarlo ancora di più se non alziamo la voce per chiedere e pretendere aiuto. La nostra città non è da meno delle altre città della nostra Nazione ed e’ per questo che noi nisseni pretendiamo attenzione. Ora basta. Che le forze politiche intervengano, tutte, nessuno escluso. Chiedo al Sindaco di questa città, di convocare al più presto un tavolo tecnico con la deputazione nazionale, regionale, organi di governo, affinché si concertino azioni tangibili e immediate per la nostra città. Sono certa che il momento di emergenza che stiamo vivendo è certamente l’occasione giusta per vederci uniti. Lo dobbiamo alle nostre vittime, lo dobbiamo ai nostri coraggiosi imprenditori e commercianti che ancora resistono caparbiamente”.

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