Il consiglio provinciale si "ribella". Convocata seduta oltre il termine del 15 giugno per la cessazione.

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cusumano_rosarioIl consiglio provinciale di Caltanissetta “sfida” la Regione Siciliana, “disobbedendo” alla prescrizione della legge che sopprime le province e convocando una seduta “fuori tempo massimo” per mercoledì prossimo. Giorno 15 giugno era la data ultima in cui il consiglio provinciale di Caltanissetta, così come gli altri dell’Isola, andavano in scadenza e non saranno rinnovati per via della soppressione delle Province in Sicilia.

Saluti di commiato, qualche discorso per sottolineare il lavoro svolto. Con la seduta di giorno 14, presieduta per l’ultima volta dal presidente Michele Mancuso, sembra veramente che tutto fosse finito. Il civico consesso si chiudeva con la constatazione che dalla Regione non avessero ancora nominato un commissario con i poteri del consiglio, lasciando così un pericoloso vuoto a partire dal giorno dopo la cessazione dell’incarico del consesso provinciale stesso.

E’ proprio per protestare contro la mancata nomina del commissario da parte della giunta regionale, assessore alle autonomie locali ed altresì alla luce delle drammatiche condizioni finanziarie in cui viene lasciato l’ente (meno trasferimenti che bloccano servizi e stipendi da qui fino a fine anno), che il consigliere “ribelle” del PD, Saro Cusumano, ha presentato la mozione per convocare la seduta di mercoledì prossimo. Una provocazione pesante sotto il profilo istituzionale, visto che il consiglio cessava di esistere, sulla carta, giorno 15 giugno.

“Nonostante l’indicazione data dall’Assessorato regionale delle Autonomie locali che con una sua circolare ha indicato nel 15 giugno l’ultimo giorno di funzionamento – si legge nella nota stampa ufficiale – il Consiglio provinciale di Caltanissetta ha deciso di proseguire le sue sedute, tant’è che ha stabilito di riconvocarsi per mercoledì prossimo, alle 10,30”.

“Una decisione – prosegue la nota concordata – che ha voluto essere provocatoria e che è stata spiegata dal consigliere Cusimano, dal momento che non ci può essere una cesura operativa tra il consiglio provinciale uscente e l’organo che ne deve rilevare e proseguire i poteri – in questo caso un commissario regionale, seppure anch’esso è argomento di ricorsi – e dal momento che tale commissario ancora non è stato nominato dalla Regione, il consesso ha il dovere di rimanere operativo, nel caso in questione a titolo gratuito per come già espresso in un documento votato giovedì”.

Il consigliere, dopo avere citato un parere del Ministero dell’Interno del marzo 2005, ha motivato la proposta anche col fatto che c’è ancora da approvare il piano triennale delle opere pubbliche e l’elenco annuale 2013 e ciò lo si dovrebbe fare solo previo incontro col commissario straordinario che l’ha proposto, per una congiunta verifica, il che si confida possa avvenire al più presto.

Non tutti i consiglieri, però, sono stati d’accordo, specie quando il segretario generale Liotta ha detto che, in presenza di un’apposita disposizione assessoriale, le funzioni del Consiglio sono da intendersi non proseguibili oltre il 15 giugno. Bellanca l’ha infatti ritenuta una proposta a rischio illegittimità, e anche Catalano ha manifestato perplessità dicendosi convinto che, su tutta la questione delle Province, si pIn apertura di seduta il Consiglio ha approvato il regolamento sul sistema integrato dei controlli interni dell’ente con i tre emendamenti presentati da Cusumano, Dell’Uomini e Cannizzo in merito alla composizione del nucleo di gestione e ai compensi per i componenti esterni. E’ stato anche votato un debito fuori bilancio (del complessivo importo di 5.282 euro) scaturente dalla sentenza sfavorevole all’ente nella causa promossa da Giuseppe Lo Monaco dinanzi al Tribunale di Caltanissetta.

Alla fine, a votare il rinvio dei lavori a mercoledì sono stati i consiglieri Cannizzo, Cusimano, D’Arma, Dell’Uomini, Ferrante, Licata, Mancuso e Vicari, mentre si sono astenuti Catalano e Sorce e Catalano ha votato contro.

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