Il comitato No Muos: "17 attivisti denunciati per il presidio davanti la base militare americana".

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MUOS NOIl 7 settembre si erano dati appuntamento fuori dal recinto del cantiere della base militare statunitense del Muos in contrada Ulmo a Niscemi, per protestare, così come avevano fatto anche i sindaci di una decina di comuni dell’area, contro gli effetti potenzialmente devastanti per la salute, delle onde elettromagnetiche ad altissima frequenza della più grande stazione radio militare al mondo. Adesso, alcuni attivisti del comitato No Muos, hanno appreso di essere indagati per danneggiamento di strutture destinate alla difesa, avendo ricevuto, in 17, un avviso di garanzia.A darne notizia è Antonio Mazzeo, giornalista e portavoce del comitato “No Muos”. Solidarietà è stata espressa dal coordinamento No Muos ai 17 attivisti, in un comunicato nel quale si sottolinea che la protesta sarebbe stata assolutamente pacifica. In sostanza un “cacerolazo” la caratteristica protesta nata in Sud America, nella quale con padelle e pentole gli attivisti percossero le recinzioni al fine di attirare l’attenzione producendo frastuono, ma – assicurano – senza nessuna violenza.

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