Carcere in teatro. "Un Altro Paio di Maniche" al minorile

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La regista Stefania Zigarella con Enzo IndoratoSi è tenuto nella serata di martedì 16 ottobre presso l’Istituto di Pena Minorile di Caltanissetta lo spettacolo teatrale “UnAltroPaioDiManiche” della regista nissena Stefania Zigarella, realizzato con i minorenni ristretti nel carcere di via Turati. Circa 70 persone hanno assistito alla messa in scena della replica dello spettacolo, fortemente voluta sia dai ragazzi che dai responsabili della struttura diretta da Alfonsa Miccichè.

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A supportare il progetto Teatro all’Ipm, il lavoro insostituibile degli operatori, come Vincenzo Indorato e il sostegno (ma anche la formale autorizzazione) della Procura presso il Tribunale per i Minori, rappresentata questo pomeriggio dal Pubblico Ministero e Sostituto Procuratore Simona Filoni. Proprio il magistrato ha parlato dell’Istituto Minorile quale “modello e fiore all’occhiello per l’eccellente direzione e la qualità degli educatori e degli agenti di polizia Penitenziaria”. “Lo dico per onestà – ha spiegato il Magistrato – avendo visto situazioni carcerarie minorili di altre realtà d’Italia”. E ciò avviene in una realtà non facile come Caltanissetta il cui istituto penitenziario minorile abbraccia il comprensorio di GEla dove è stata formalizzata per la prima volta nella storia giudiziaria di questo Paese, un’ accusa di associazione mafiosa nei confronti di un ragazzo minorenne. Il Sostituto Procuratore Simona Filoni“E’ nostro dovere – ha detto la Filoni – esercitare oltre alla funzione repressiva e special-preventiva, la valenza rieducativa della pena. Fare in modo che il carcere si distingua con iniziative come queste, per dare una speranza concreta di reinserire i detenuti. All’interno di questo Istituto non posso che evidenziare come rappresentante della Procura che si avviano iniziative sportive, culturali e sociali per il recupero del reo e attività come quella di stasera, che hanno un indice di gradimento così alto da richiedere una replica. Questi detenuti hanno capito che si sbaglia, magari anche per condizioni ambientali e sociali non dipendenti sempre da loro, ma poi è nostro dovere dare una seconda chance di inserimento, come questa serata che vede i ragazzi impegnati, convinti e contenti. Questi ragazzi hanno fatto vedere cosa sono in grado di dare”, ha concluso il Sostituto Procuratore per i minori. Soddisfatta anche la regista Stefania Zigarella. “Sono più emozionata di loro. Il titolo, “un altro paio di maniche”, è una scommessa rivolta a futuro ma anche una vinta perchè oggi, che siamo qui con la replica, ne vinciamo un’altra. Per me è importante perchè il Teatro ha una capacità incredibile di comunicare, di migliorare e modificare le persone, in realtà per qualsiasi persona. Quindi questo spettacolo è veramente tanto. Da un punto di vista scenico è una serie di sketch e da un punto di vista tecnico gli attori hanno seguito delle regole, così come tutte le compagnie teatrali fanno. Tutto è molto tecnicamente composto quindi non è una scenetta o una recita. Io questo oggi lo classifico come Teatro. Perchè il teatro non è solo quello che si fa al teatro ma può essere fatto in tanti luoghi”. I ragazzi in scenaAl termine della rappresentazione la regista Stefania Zigarella ha ribadito l’importanza della partecipazione del pubblico, composto da diversi attori della società civile nissena come ad esempio la Croce Rossa, il Rotary, oltre a numerosi giornalisti, perchè ciò che conta è “far uscire il messaggio verso l’estero di ciò che avviene e si sperimenta dentro questo Istituto”. “Certe volte sento dire cose incredibili sull’istituto penale da persone che non sanno nulla di cosa accade realmente, per questo è importante il messaggio che voi saprete dare all’esterno”, ha concluso la giovane regista. Dal punto di vista tecnico insieme ai ragazzi ristretti hanno recitato attori di compagnia, in un mix di amatori e appassionati alle prime armi, quale momento di formazione e crescita reciproca. tra il pubblicoLo spettacolo inizia con alcuni monologhi toccanti intercalati da stacchi musicali e giochi di luci molto semplici ma efficaci. Dalle profonde riflessioni che suscitano i monologhi iniziali, che sono istantanee di quotidiano disagio giovanile e sociale, raccontate da chi guarda indietro con occhi nuovi, capaci di proiettarsi al futuro. Si passa poi a sketch più leggeri e comici nei quali, comunque, è sempre presente la critica delle consuetudini, i pregi ed i difetti delle abitudini nelle relazioni umane in terra di Sicilia, le superstizioni, ad esempio e i dialoghi tra “comari”, carichi di luoghi comuni abnormi che raccontano un vissuto collettivo a partire dalla cultura più popolare siciliana. Il tutto è miscelato con maestria da un’abile regia dello spettacolo che tecnicamente fila piacevolmente grazie alla ottima qualità dell’audio nonostante la messa in scena avvenga in una normale stanza senza alcun isolamento acustico. Regia Audio“Abbiamo dimostrato che anche in un istituto carcerario si possono stimolare i lati di un ragazzo magari nascosti. All’inizio non è stata una passeggiata ma giorno dopo giorno hanno capito che c’era la possibilità di andare avanti e di scoprirsi e non c’è cosa più bella, magari, di scoprire di essere bravi”. Partecipano tutti, infatti, ma c’è chi svolge ruoli più importanti nella trama dello spettacolo, dai monologhi fino al rap. Diretta e concreta la direttrice Alfonsa Miccichè che ha deciso di spendere il suo ruolo mettendosi in gioco e favorendo progetti e percorsi “altri”, quindi cultura, società civile, sport e teatro. “Loro sono i protagonisti – ha detto – e in qualche modo partecipano anche alla stesura del copione. E’ un modo di farli sentire liberi e interagire con gli attori esterni e altri giovani loro pari. Per loro è un modo di evadere che significa potersi esprimere e dare sfogo alle emozioni ed essere se stessi, che non sono quelle cose brutte a cui noi siamo abituati a pensare. Certamente l’Istituto di Caltanissetta comprendendo Gela, è una realtà non sempre facile, però noi abbiamo invitato la Croce Rossa e i club service come Rotary e Inner Wheel per fare da pubblico e lanciare il messaggio. Noi grandi facciamo parole e i ragazzi fanno i fatti”.

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