Il candidato sindaco Rocco Gumina: “Vogliamo una Caltanissetta europea. Il centro storico? La questione non è chiudere o aprire ma renderlo attrattivo”

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Rocco Gumina

Entra nel vivo la campagna elettorale per le amministrative di aprile quando si rinnoverà il consiglio comunale della città. Tra i candidati sindaco anche Rocco Gumina, esponente di Open Politiche Aperte, 33 anni, insegnante negli istituti superiori che domenica 3 marzo insieme al movimento presenterà il piano programmatico “Caltanissetta Europea”

E’ ormai ufficiale, lei è il candidato sindaco di Open Politiche Aperte. Correrete da soli oppure state cercando delle alleanze?

Sin dall’8 dicembre, data della nascita di Open Politiche Aperte, abbiamo fatto una scelta. La scelta è quella non della persona ma di un piano programmatico e dell’occupazione di uno spazio politico. A nostro avviso Caltanissetta ha bisogno di un cambiamento legato a una visione europeista e fino a questo momento Open Politiche Aperte ha scelto una leadership e ha un proprio programma per concorrere da soli per le prossime amministrative, e per rappresentare una proposta innovativa e di cambiamento.

Se invece qualcuno volesse condividere il vostro programma immagino sarete aperti ad eventuali adesioni

Senza dubbio, fin da subito, abbiamo dato ampia disponibilità a una discussione con quei movimenti che riconoscono la necessità di un cambio di passo nella politica locale. Ci accorgiamo quotidianamente che politici che già hanno amministrato si ripresentano e, naturalmente, si ripresentano tenendo conto delle responsabilità che in passato hanno avuto sul piano politico. Noi da questo punto di vista non facciamo una critica personale ma affermiamo che occorre un cambiamento per rappresentare la Caltanissetta del futuro. E secondo il nostro avviso, sia sul pinao programmatico che su quello culturale, il futuro di Caltanissetta si chiama Europa. E questa Europa deve essere rappresentata da una nuova generazione di politici.

Se il centro sinistra dovesse decidere di appoggiare la sua candidatura…

Nessuno me ne ha parlato in modo ufficiale, né in altra maniera. Se dovessi essere contattato potremmo riflettere in modo argomentato sulle questioni come abbiamo ascoltato e riflettuto insieme a tutti coloro che ci hanno chiesto un dialogo.

Quello su cui puntate è una Caltanissetta europea, cosa intendete nello specifico?

Noi abbiamo fatto una scelta, prima ancora che politica, culturale. Il futuro si chiama Europa, non possiamo uscire dall’Europa e ogni ragionamento sovranista e nazionalista è un ragionamento che ci fa fare un passo indietro nella storia. Pertanto noi siamo convinti che, alla luce di quanto hanno realizzato diversi comuni in Sicilia, l’unica possibilità di sviluppo e di introiti per le casse comunali sono i  fondi europei. Pertanto si può investire sul futuro di Caltanissetta cercando in primis di rivalorizzare il nostro centro storico ma non legandolo all’apertura e chiusura di qualche via ma rendendolo un’attrattiva identitaria, culturale e commerciale della nostra città e per la Sicilia. E poi per noi Caltanissetta Europea è una scelta legata a un certo status di vita, a un certo livello di vita che deve in qualche modo raggiungere quello europeo. Quindi noi, con la nostra proposta facciamo un progetto legato al futuro.

Proprio oggi Arialdo Giammusso, esponente di centrodestra, parlava di un centrostorico riaperto al traffico veicolare. Qual è la vostra posizione su questo argomento?

Su questo argomento siamo chiari. Se il punto è aprire o chiudere il centro storico noi stiamo parlando di briciole, stiamo parlando di questioni di poco conto. A nostro avviso il centro storico può essere rivitalizzato solo con un piano programmatico per i prossimi 10 anni. Cioè se il punto per rivitalizzare il centro storico è la riapertura di una via discutiamone. Ma noi siamo convinti che non è questo a far rinascere il nostro centro storico. Occorre invece un piano programmatico che coinvolga cittadini, istituzioni, politici, commercianti, non solo del nostro territorio per dare un’attrattiva vera e per investire pian piano in centro storico.

Ma per lei un centro storico ideale sarebbe un centro storico chiuso o aperto?

Un centro storico ideale per Open Politiche Aperte è un centro storico che attrae i cittadini, non solo nisseni, affinché questo cuore, che non è più purtroppo il cuore della nostra città, non rimanga periferia perché attualmente il centro storico di Caltanissetta è la periferia della nostra città. Noi non possiamo concentrarci sull’apertura o chiusura di una via ma dobbiamo concentrarci sul fatto di riportare il sangue a un pezzo di città, un pezzo del nostro corpo, che sta per  morire. Quindi noi rilanciamo la scommessa non sulla semplice chiusura o riapertura di una via ma a una questione di piano programmatico, solo così si cambia il futuro.

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