Il boato e poi la richiesta d’aiuto. Adesso si cercano le cause dell’incidente in via Pitrè

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Un boato e poi le urla disperate, la richiesta di aiuto. Questa la successione di eventi che hanno udito i residenti del civico 3 di via Pitrè stamane a Caltanissetta. In un primo momento tutti hanno pensato al crollo del vicino muro di contenimento in blocchi di sabucina che si trova nella strada principale. E’ pericolante da tempo, è stato puntellato, e la strada ripida in quel tratto è interdetta alle auto. Quella zona si è già rivelata in passato molto fragile dal punto di vista idrogeologico poiché vi insiste la faglia franosa della collina Sant’Anna. Nel 2009 non lontano da qui si era verificato il grave incidente di via Mario Gori con una frana di blocchi e fango che investì due operai che rimasero uccisi mentre lavoravano al consolidamento di un costone.

Questa volta l’incidente sembra essere circoscritto alla palazzina situata al civico numero 3, scala B, dove stamane una signora di 72 anni è stata letteralmente travolta dal balcone del piano di sopra ceduto all’istante, senza dare alcun segnale di preavviso. Sono stati momenti di panico, i vicini sono accorsi sul posto ed hanno provato a capire se sotto le macerie vi fosse qualcuno. Con voce flebile ma sempre cosciente la signora chiedeva aiuto, incastrata tra i blocchi. Quando i vigili del fuoco dopo più di mezz’ora sono riusciti a estrarla dalle macerie, la signora era ancora vigile seppur ferita in diverse parti del corpo. Trasportata in ospedale in codice rosso saranno adesso i sanitari a stabilire la prognosi e la gravità dei traumi subiti; di certo la vittima del drammatico incidente presentava una vistosa ferita alla testa ed è stata schiacciata anche in altre parti del corpo, soprattutto una gamba che dagli accertamenti è risultata essere fratturata. Sul luogo del crollo si è recato anche il pubblico ministero di turno. “La palazzina era stata ristrutturata insieme alle altre del complesso residenziale non più di quattro o cinque anni fa. Questo incidente è inspiegabile” commenta Salvatore Bruccoleri, un vicino di casa della donna che è stato tra i primi a raggiungerla. “Le ho parlato e mi ha riconosciuto, segno che è rimasta vigile per tutto il tempo. Solo pochi giorni fa ero andato a casa sua a prendere un caffè”. Un’amica e vicina di casa della signora non trattiene le lacrime e un amaro commento: “Non si può star sereni neanche nel balcone di casa”. 

 

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