Il bilancio dell’Arma nel 2019: Reati in calo, prevenzione efficace. “Sui furti in città c’è il massimo impegno”

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Sono intervenuti nel 65 percento dei reati avvenuti nel 2019 in provincia di Caltanissetta scoprendo 1 594 delitti su 2 mila 797 totali e perseguendo quasi 4mila e 800 reati su 7 mila e 400 avvenuti complessivamente in provincia. Con una diminuzione pari al 7 percento rispetto al 2018. Sono alcuni numeri contenuti nella relazione di fine anno dei Carabinieri illustrata nel corso di una conferenza stampa dal colonnello Baldassare Daidone, comandante provinciale dell’Arma, insieme al capitano Salvatore Vilona, comandante della Compagnia di Caltanissetta.

Un calo dei delitti che premia l’attività di prevenzione sul territorio: i servizi preventivi di controllo sono stati infatti 16 mila e 556. Nessun omicidio si è verificato in provincia di Caltanissetta nell’anno appena trascorso; sono stati sei, invece, i tentati omicidi. 24 le estorsioni, il 30 percento in meno dell’anno precedente. In diminuzione anche i furti (meno 22 percento) e gli incendi (meno 20 percento). 325 gli arresti effettuati di cui 127 in flagranza e 198 in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare o per espiazione della pena. 1 644 le persone denunciate in stato di libertà. In aumento i sequestri di droga, soprattutto marijuana e hashish, rispettivamente 30,6 e 8,3 chilogrammi. Le contravvenzioni per violazioni al codice della strada nel 2019 sono state 4 mila 239. A questi dati si aggiungono le principali operazioni di servizio tra cui il fermo di 3 soggetti di Riesi responsabili dell’omicidio di un albanese il cui corpo venne occultato nel solaio di una villa in provincia di Milano. Le operazioni antidroga Smart, Lulù e Showdown con arresti e sequestri tra Caltanissetta e Gela.

“Alla luce di questi dati possiamo ritenerci soddisfatti” ha sottolineato il colonnello Daidone che non si è sottratto alle domande sull’escalation di piccoli furti e atti ci microcriminalità avvenuti con una certa frequenza nelle ultime settimane nel capoluogo. “Si tratta di persone che desistono di fronte alle più elementari difese come vetri antisfondamento o allarme anti intrusione – ha spiegato il comandante provinciale dell’Arma -. Purtroppo chi vive in città deve organizzarsi in tal senso”. Il riferimento è ad alcuni furti le cui modalità fanno propendere per atti di piccola criminalità comune. In molti casi, infatti, i ladri hanno rotto vetrine dove non era presente un vetro antisfondamento oppure hanno preso di mira attività che non avevano abbassato le saracinesche.

“Possiamo garantire il massimo impegno – ha concluso -. C’è una buona sinergia con le altre forze dell’ordine e cercheremo di risolvere il problema”.

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