Il 6 giugno il 140° anniversario della tragedia alla miniera Juncio Tumminelli. Il consigliere D’Oro propone una commemorazione per i 13 caduti

Vasta parte del territorio di Caltanissetta, insieme a quelli di Enna ed Agrigento, in un periodo relativamente recente è stato sottoposto ad un intenso sfruttamento del sottosuolo, notoriamente ricco di zolfo. Tale situazione ha fortemente caratterizzato lo sviluppo di Caltanissetta, apportando benessere e contribuendo in maniera determinante all’attuale assetto della città. Come è noto a tutti, c’era anche un rovescio della medaglia: le condizioni di sicurezza all’interno delle miniere non erano certamente adeguate, e troppo spesso si verificavano delle tragedie che coinvolgevano i minatori impiegati con gravi ripercussioni sulle famiglie colpite. Per commemorare tutti i minatori periti, su proposta dell’associazione “Amici della Miniera“ da tempo il Comune di Caltanissetta ogni 12 novembre organizza una cerimonia al Cimitero dei Carusi, sorto proprio per offrire pietosa sepoltura agli sventurati minatori scomparsi in seguito al disastro avvenuto alla miniera Gessolungo il 12 novembre del 1881.

Recentemente anche il Presidente della Regione ha istituito la “Giornata della Memoria” scegliendo simbolicamente la data suindicata per ricordare i minatori e i Carusi che hanno perso la vita in miniera. I nomi dei caduti il 12/11/1881 sono incisi ad imperitura memoria su delle lapidi collocate al Cimitero dei Carusi, insieme a quelli che hanno perso la vita alla miniera Trabonella nel 1911. Purtroppo ad oggi nessuno ha mai pensato di commemorare i minatori scomparsi nel disastro avvenuto il 6 giugno 1882 alla miniera JUNCIO – TUMMINELLI, dunque solo pochi mesi dopo quello della Gessolungo, i cui poveri resti sono stati sepolti proprio al Cimitero dei Carusi.

Le cronache dell’epoca riportano che “un vagone carico di zolfo del peso di 12 quintali circa saliva dalla stazione interna della miniera Tumminelli sopra un piano inclinato della lunghezza di 190 metri. A 20 metri dall’imbocco della galleria spezzatasi la fune metallica, onde era legato alla macchina a vapore, il vagone rifece la strada con tale velocità che per l’attrito violento delle ruote con le laminette di ferro sviluppossi un forte calore, il quale, cagionando l’accensione del pulvisculo, produsse la anidride solforosa. Questa sospinta dall’aria, che entrava dall’imbocco della galleria, invadendo l’interno della miniera arrecò la morte istantanea a 13 infelici operai, e ben 80 temporaneamente inabili al lavoro, alcuni con maggiore, altri con minor pericolo di vita”.

Nell’immediato il prefetto dell’epoca mise subito a disposizione la somma di L. 4000, su mandato dei Ministeri dell’Interno e dell’Agricoltura, Industria e Commercio. Fu anche costituito un Comitato di soccorso che fece appello alla sensibilità ed alla generosità dei cittadini nisseni, per offrire sostentamento alle numerose famiglie coinvolte. Il prossimo 6 giugno ricorre dunque il 140º anniversario della tragedia, e credo possa essere la giusta occasione per onorare anche questi minatori, accomunandoli a tutti i loro sfortunati colleghi che hanno perso la vita alla ricerca di un futuro migliore.

Chiedo dunque all’Amministrazione di voler apporre al Cimitero dei Carusi una lapide che riporti la data ed i nominativi dei minatori vittime della tragedia del 6 giugno 1882 alla miniera Juncio – Tumminelli.

Consigliere Michele D’Oro

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