Il 169° anniversario della Polizia di Stato. Il pensiero del questore Ricifari a cassiere, commessi e commercianti

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La Polizia di Stato oggi celebra il 169° anniversario dalla sua fondazione. Nell’attuale situazione di emergenza che sta vivendo il Paese, anche quest’anno le cerimonie si sono ispirate a criteri di massima garanzia della tutela dei cittadini e del personale. Da sempre in prima linea a salvaguardia dell’ordine e della sicurezza pubblica, la Polizia di Stato sta esprimendo con tutte le proprie articolazioni e con le altre Forze di polizia, anche nella nostra provincia, il massimo sforzo per assicurare il rispetto delle prescrizioni nazionali e regionali previste per il contenimento dell’epidemia del Covid-19. Per questi motivi anche a Caltanissetta le cerimonie celebrative della festa del Corpo non si svolgeranno in forma solenne. Non poteva mancare però il ricordo dei Caduti della Polizia di Stato e, alle ore 10.30, alla sola presenza del Prefetto Chiara Armenia, sono stati commemorati con la deposizione di una corona da parte del Questore Emanuele Ricifari presso il monumento a loro dedicato in Questura.

Di seguito, il tradizionale discorso del Questore inviato alla comunità della provincia di Caltanissetta:

“Cari cittadini nisseni, cari colleghi, purtroppo anche quest’anno l’Anniversario della fondazione della Polizia non può adeguatamente essere celebrato. Le giuste limitazioni dovute alla pandemia impongono per primi a noi rappresentanti delle Istituzioni di seguire una linea di prudenza e rigore.

Avremmo potuto optare per una celebrazione in presenza di poche limitate Autorità istituzionali ma non sarebbe stato di esempio e avrebbe avuto l’effetto di escludere dalla celebrazione proprio coloro che più vogliamo coinvolgere, i cittadini.

Mai come in questo momento c’è bisogno di sobrietà e rigore che siano di sprone ai cittadini di ogni categoria e in specie di quelle più esposte come sono, non solo sanitari e le forze dell’ordine ma anche cassiere e commessi dei supermercati, trasportatori, addetti alle spedizioni, che mai si sono fermati e che per la natura del proprio lavoro non possono ricorrere a forme di lavoro agile.

Aggiungo che il pensiero solidale non può che andare a coloro che, al di là del livello di esposizione, sono più penalizzati dall’andamento imprevedibile delle varie fasi epidemiche e faccio riferimento agli operatori della ristorazione, del turismo e di quel segmento delle attività commerciali costretti a chiusure e limitazioni economicamente penalizzanti.

Non posso, pertanto, come sarebbe giusto, in questa sede fare riflessioni e pianificazioni sul governo della sicurezza; le faremo alla prima favorevole occasione quando ci saranno le condizioni per poterci incontrare.

Mi sento, tuttavia, di esortare le donne e gli uomini della Polizia di Stato di Caltanissetta a continuare nell’impegno, davvero encomiabile, posto finora specie nel settore dei servizi di controllo e sicurezza connessi al quadro pandemico.

Noi Polizia di Stato ed io il Questore come Autorità di Pubblica Sicurezza a nome dei cari colleghi dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e delle Polizie Municipali, chiediamo l’aiuto di tutti.

Restiamo uniti e compatti nell’intento di superare insieme questo eccezionale momento storico perché credo davvero che siamo all’ultima rampa e solo così faremo bene e faremo prima.

Mentre in oltre 300 ogni giorno ci dedichiamo ai controlli sulla pandemia, c’è la necessità che ciascuno di Voi cittadini ricordi e rispetti se stesso e gli altri facendo appello prima di tutto alla propria responsabilità individuale.

Questo è ciò che Vi chiediamo, aiutateci ad aiutarVi.

Esserci sempre è il nostro motto.

Viva la Polizia di Stato!

Emanuele Ricifari, Questore di Caltanissetta”.

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