I Sindaci pronti a consegnare le fasce tricolore, denunciano il "baratro finanziario". (Le immagini)

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Campisi, documento dei sindaci al Prefetto ValenteIl grido d’allarme dei sindaci della provincia di Caltanissetta arriva al tavolo del Prefetto Carmine Valente e per suo tramite al Governo Monti ed al Governo regionale.

Si è tenuta mercoledì pomeriggio a partire dalle 17 e 30 nella sala assemblee della Prefettura di Caltanissetta la conferenza dei sindaci del nisseno alla presenza di tutti i primi cittadini della provincia che hanno portato con loro le fasce tricolore in segno di protesta contro i tagli. In particolare la Delibera di Giunta emanata lo scorso 22 ottobre con la quale il Governo uscente di Raffaele Lombardo e in particolare l’assessore Armao di concerto con il collega agli Enti Locali hanno imposto criteri di ripartizione dei trasferimenti ai comuni tanto stringenti da essere impossibili da rispettare se non indebitandosi o addirittura andando in dissesto, oppure sopprimendo servizi. Le fasce tricolore sono state portate all’incontro con il messaggio che a breve saranno consegnate al Prefetto se non saranno accettate le richieste formulate e consegnate al Rappresentante del Governo.

Guarda la video intervista al Prefetto Carmine Valente e al Sindaco Michele Campisi

I sindaci nisseni in Prefettura Una situazione incandescente, quella denunciata dai sindaci al Prefetto, in cui i Comuni non sarebbero più in grado di garantire i servizi essenziali fino alla fine dell’anno. Non ci sono soltanto il Decreto stabilità e la Spending Review, imposti dal Governo Monti, che hanno di fatto ridotto i trasferimenti ai comuni e tolto importanti quote percentuali di tassazione locale a loro danno.

C’è anche la Regione che, con un “giochetto” contabile che sulla carta lascia immutati i trasferimenti, trasferisce risorse solo sulla carta in quanto i comuni non potranno spenderle.

Andiamo con ordine. Il 24 ottobre arriva una circolare alle ragionerie dei comuni siciliani con la quale il dipartimento Enti Locali dell’assessorato alle Autonomie, informa che per il 2012 (anno praticamente concluso sotto il profilo di bilancio) la quota relativa agli investimenti, da sottrarre alla spesa corrente è del 48% del totale, a differenza dell’anno 2011. L’anno prima era del 17%. Questo significa che la differenza, in soldoni, tra i fondi trasferiti dalla Regione l’anno scorso, e quest’anno, è pari al 31% in meno del totale dei trasferimenti che vengono assegnati ai comuni che potrebbero spenderli soltanto per investimenti.

Il sindaco di Gela Angelo Fasulo con Buttigè e CAmpisiIl problema è che i comuni, i bilanci di previsione li approvano in questi giorni e che in tempi di spending review e tagli progressivi agli enti locali, hanno già toccato il fondo del barile, operando in dodicesimi e utilizzando la spesa corrente per garantire i servizi altrimenti a rischio. Una situazione che coinvolge soprattutto i comuni non virtuosi, ma che mette in ifficoltà anche quelli virtuosi che rischiano il dissesto, se non subito, il prossimo anno.

I Comuni della provincia nissena, praticamente tutti, alla data del 24 ottobre, data in cui la Regione ha comunicato l’importante e sostanziale novità, avevano già impegnato i 10/12 degli stanziamenti previsti sulla base del bilancio 2011.

In altre parole i soldi sono già stati spesi e impegnati per spese correnti, per i servizi e il personale e adesso è impossibile farli tornare indietro.

“La Regione ha deciso di far quadrare i suoi conti scaricando sui comuni il costo”, ha detto a nome dei colleghi il primo cittadino del capoluogo, Michele Campisi.

Il sindaco di Santa Caterina Michelangelo SaporitoCi sono comuni, come ad esempio Santa Caterina, che si trovano con quasi un milione di euro da recuperare entro fine anno e sono sull’orlo del fallimento. Stesso discorso per Sommatino e tanti altri centri. E chi non è sull’orlo del dissesto ha comunque enormi difficoltà a garantire servizi, stipendi e operare le tanto attese stabilizzazioni dei precari ultra ventennali.

Ecco quindi che la conferenza dei sindaci ha presentato al Prefetto Carmine Valente la piattaforma rivendicativa da sottoporre ai livelli più alti di Governo, regionale e nazionale.

In primis si chiede la deroga al patto di stabilità. In secondo luogo la possibilità di assicurare, così come avviene per i comuni delle Regioni a statuto ordinario, la copertura della perdita di gettito relativa all’addizionale comunale all’accisa sull’energia elettrica soppressa, per i comuni delle regioni a statuto speciale.

Infine di riequilibrare il fondo delle autonomie locali destinando a quota investimenti il 20% del totale e assegnando il rimanente 80% a quota spese correnti.

Le richieste dei sindaci sono state giudicate dal Prefetto come “un grido d’allarme” e come tali accolte per rivolgerle al Governo Regionale e nazionale. Ma il Prefetto Valente ha messo in guardia i sindaci su due aspetti. Il primo è che difficilmente il parlamento cambierà le proprie determinazioni in tema di spending review e di patto di stabilità. Non c’è in calendario nessuna deroga al patto di stabilità. Mentre sulla quota da destinare a investimenti, da far scendere da 48% a 20%, il Prefetto Valente ha spiegato che la ratio di tale decisione è strettamente collegata al primo aspetto e che anche in questo caso difficilmente ci potranno essere ripensamenti.

L’altra questione sollevata dal Prefetto Carmine Valente è la necessità di “stringere la cinghia” in tutti i comuni soprattutto a partire da quelli meno virtuosi. Se non si iniziano a ridurre le indennità e le consulenze, dove queste ci sono, sarà difficile far comprendere ai cittadini i sacrifici a cui dovranno sottostare, ha spiegato in sintesi Valente.

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