"I giochi, ormai, sono fatti". (ASCOLTA e GUARDA)

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Gli arrestatiE’ un terremoto giudiziario quello provocato dall’operazione “Les Jeux son faits2” della Squadra Mobile di Caltanissetta che ha tratto in arresto 21 persone, di cui 19 in carcere e 2 ai domiciliari, e fatto interdire dal giudice altri 21 titolari e gestori di bar e locali pubblici del capoluogo. L’operazione colpisce l’organizzazione illecita dedita a taroccare le slot machines, i video poker e tutte le attrezzature di sale bingo, bar e locali destinate ai giochi elettronici. Tramite abili programmatori software e con la connivenza dei gestori, la famiglia Allegro riusciva a imporre le forniture di video poker idonei al gioco d’azzardo. Tra gli arrestati figurano 2 agenti di polizia della Questura, due finanzieri in servizio presso il comando delle Fiamme Gialle di Caltanissetta e un vigile urbano, arrestato insieme alla moglie. Ma ci sono diversi avvisi di garanzia per conclusione di indagini a carico di altri appartenenti a corpi dello stato, non solo forze dell’ordine ma anche funzionari civili del Ministero dell’Interno. Ai fratelli Matteo e Luigi Allegro il Gip ha convalidato la custodia in carcere come richiesto dal PM sulla scorta dell’inchiesta della squadra mobile, anche per associaizone mafiosa, illecita concorrenza con violenza e minaccia aggravata, frode informatica e peculato. Stessi reati contestati questa volta anche al padre degli Allegro, Salvatore.

torregrossa lirioIn manette anche il braccio destro e tutto fare, Marco Angotti, colui che materialmente si recava presso i bar e le sale bingo per obbligare, i titolari, qualora non lo avessero ancora fatto spontaneamente, a fornirsi delle macchinette della loro società. In manette è finito LONGO Agostino, Assistente capo della Polizia di Stato, in servizio presso la Questura di Caltanissetta, per corruzione e concorso omissivo in frode informatica, CAMPIONE Michele, sostituto commissario della Polizia di Stato, in servizio presso la Polizia Postale, per concussione, NARDULLI Francesco, già Maresciallo della Guardia di Finanza, in servizio presso la Sezione di P.G. della Procura della Repubblica di Caltanissetta, SARACINO Matteo, Maresciallo della Guardia di Finanza in servizio presso il Comando Provinciale di Caltanissetta. Più grave l’accusa per MESSINA Giuseppe, assistente capo.

Custodia in carcere anche per D’ANNA Alfredo inteso ANGELO, cl 59,Vigile Urbano presso il Comune di Caltanissetta e la moglie AMICO Maria Grazia, cl 1963, entrambi per concorso in peculato e frode informatica. E poi Giuseppe Vinci, il napoletano Stefano Cristiano, Salvatore Cataldo, Lirio Torregrossa, Alfonso e Vincenzo Martorana, Aldo Alessandro Foglietto.

Ascolta le interviste con Sergio Lari e Giovanni Giudice

martorana vincenzo felice21, come detto, sono i gestori e titolari di bar, sale giochi e sale bingo di Caltanissetta, destinatari di misura cautelare di interdizione all’attività d’impresa. Erano già indagati dal 2011, quando scattò il primo blitz. Tra gli altri spiccano i nomi di Alessandro Farruggia, titolare del Bar Agip di via Borremans, Vincenzo Lanzafame del Bar Amedeo, Franco Bingo del Bar Bingo di via Giannone Puglisi, i gestori del bar La Piazzetta di via Benintendi, Giuseppe D’Anca e Anna Iapichino, Salvatore Frangiamore del bar Morrison, Salvatore Arcangelo Romano del Bar Romano in viale Stefano Candura e poi ancora il Trink Bar di via Paladini, il bar della stazione, le sale Bet and games di Caltanisetta, in via Turati e San Cataldo, via Babbaurra e via Veneto. La Squadra mobile ha anche sewquestrato un ingente patrimonio di oltre 5 milioni di euro di beni alla famiglia Allegro, tra cui una villa, partecipazioni in un villaggio vacanze, 16 automobili e motociclette, 3 conti correnti, 3 società Bet and Games, un negozio, il bar Simpaty, appezzamenti di terreni e usufrutti. Sono indfgati anche diversi funzionari di banca che alla luce di movimenti di denaro ingenti e sospetti, tra cui numerose operazioni per contanti, avrebbero dovuto segnalare in base alla normativa antiriciclagglio cosa stava accadendo e non lo hanno fatto. L’operazione odierna rtivela le grandi capacità imprenditoriali di Cosa Nostra e la penetrazione degli affari illegali in articolazioni sensibili dello Stato, a dimostrazione dell’essenza criminogena dei giochi d’azzardo e delle scommesse. Era sufficiente una combinazione di tasti sull’apparecchio o un telecomando per modificare a distanza il videopoker e farlo diventare gioco d’azzardo e contemporaneamente evadere il fisco.

Ascolta la Dirigente dello SCO e vice capo della Squadra Mobile – Marzia Giustolisi

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