"I disegni di Tripisciano". Mostra aperta fino al 7 dicembre.

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Emozione, rispetto e riconoscenza. Queste le reazioni dei numerosi partecipanti alla inaugurazione della mostra “ I disegni di Tripisciano” ieri a Palazzo Moncada.

La mostra organizzata dalla Pro Loco di Caltanissetta con il patrocinio del Comune di Caltanissetta e della Camera di Commercio di Caltanissetta è stata inaugurata dal Sindaco, Michele Campisi subito dopo gli interventi di Giuseppe D’Antona, Presidente della Pro Loco, della Prof.ssa Rosanna Zaffuto Rovello, Direttrice del Museo Tripisciano e dal Prof. Salvatore Barba, critico d’arte.

Una mostra che ha visto la presenza di disegni ed opere pittoriche inedite di Michele Tripisciano, il grande scultore nisseno, del quale ricorre il centenario della morte.

Un artista che ebbe la massima notorietà lontano da Caltanissetta ma che non spezzò mai il legame con la sua città, tornandovi ogni volta che gli era possibile, e dove morì il 21 settembre del 1913.

Affollatissime le tre sale espositive a soggetto: la fama, lo studio, le radici; una sorta di viaggio a ritroso nel percorso culturale e umano del Tripisciano, a cominciare proprio dagli ultimi anni della sua vita quando l’artista aveva raggiunto la sua maturità artistica e aveva ottenuto riconoscimenti e successi. Tra la fine dell’Ottocento ed il primo decennio del Novecento, Michele Tripisciano ebbe commesse importanti, onorificenze e premi.

Forse l’opera più nota per quel fecondo periodo artistico è l’Orfeo, un bellissimo marmo che nel 1898 venne presentato alla Prima Esposizione Italiana di Belle Arti a San Pietroburgo. L’anno successivo la stessa opera fu scelta per rappresentare l’Italia all’esposizione di Parigi e venne premiata ancora nell’esposizione di Roma del 1901 ed in quella internazionale di Barcellona del 1902. Ebbe medaglie e diplomi ad ogni esposizione e vinse i concorsi per l’esecuzione delle due statue di Paolo e Ortensio per il Palazzo di Giustizia di Roma, per rappresentare la Sicilia sul Monumento del Vittoriano e per il monumento a Giacchino Belli.

In bella mostra i disegni preparatori delle opere e gli schizzi dalla quale si evince lo studio severo effettuato dall’artista prima di realizzare le opere.

Grazie al suo mecenate, Guglielmo Luigi Lanzirotti, ebbe i migliori maestri dell’epoca nell’Ospizio di San Michele a Ripa, Roma.

Furono sui maestri, per il Disegno di Figura, Alessandro Ceccarini e per la Prospettiva Enrico Becchetti. Insegnamenti che lo abituano ad un lavoro preciso, come testimoniano gli schizzi e i progetti esposti, ed in temporaneo prestito dalla Biblioteca Comunale Scarabelli di Caltanissetta.

Ma nonostante l’impegno artistico nel campo della scultura, Tripisciano, con una tecnica fuori dal comune e non approssimativa, si dilettò anche a dipingere, fotografando in modo storico momenti della sua presenza a Caltanissetta, alla quale rimase legatissimo.

“In campagna ni mi”, un delizioso quadretto che ritrae la sua amatissima casa di campagna, che egli decorò con affreschi e disegni. Le testate di un letto in ferro battuto dipinto con due simboli della nostra città: il Castello di Pietrarossa e il Ponte di Capodarso.

Dimostrò la sua riconoscenza ed il suo legame affettivo verso il barone e la baronessa Lanzirotti dedicandogli due sculture che si ritrovano accanto nella mostra. Il busto del Barone Lanzirotti ,trasferito per il periodo della mostra, è allocato nei locali della Camera di Commercio di Calltanissetta.

Splendido un quadro ad olio che intitolò “La Battaglia”, che dipinse a Caltanissetta prima di morire.

La mostra integrata all’interno del museo Tripisciano tra le opere permanentemente esposte a Palazzo Moncada, sarà fruibile sino al 7 dicembre 2013.

Questi gli orari di apertura:

Tutti i giorni feriali dalle ore 9,30 alle ore 13,00 e dalle ore 17,00 alle ore 20,00. Domenica dalle ore 10,00 alle ore 12,00 (esclusa domenica 13 ottobre).

Lunedì chiuso.

Per visite guidate contattare 0934.585890 cell. 339.6154637

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